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Category: Anime

Category: Anime

If you’re reading this, then you know the next page of Kokoro No Kinu is up! It took a while (I made a joking tweet about hopefully not taking three weeks this time to make it… self-fulfilling prophesy)

I’m not sure it took three weeks, and I’m scared to look, but it doesn’t matter, the page is here now, which is the important part, so here it is!
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Some of you may know, if you follow my twitter (or Facebook, since all my tweets can be found there too, as mini-posts) my classes for the fall semester are all finished, and I did quite well in fact (two As and 2 Bs, with a 3.56 GPA, not bragging, just showing how I did).

This being said, I am going to attempt to ramp up my production of these pages between now and January, seeing as I really have nothing major distracting me besides my own procrastination (which is a big obstacle in my life) and, of course gaming, sleeping and trying not to think about food (since I barely have any).

I am hoping to get at least a page a week finished, if not more, seeing as I can hopefully draw one day; “ink” another day; and screentone and text the third (unless I do those on the same day I “ink” then it’ll only take me two). I’m hoping this will take me very close to the end of this chapter, if not finish before my spring semester starts. I’m not sure if it’s possible, but I am going to try!

Until then, if you want to contact me, or follow me on my other platforms, you can find me in the many ways below!

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I’m going to work hard this next month to bring you more!

-Umedyn

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Trovate come sempre evidenziati in rosso gli anime che ci coinvolgono direttamente:

21,460 Senki Zesshou Symphogear 
18,466 Owarimonogatari Season 2
14,017 Katsugeki/Touken Ranbu
7,132 Princess Principal
5,662 Made in Abyss
4,831 New Game!!

4,750 Saiyuuki Reload Blast
3,462 Knight’s & Magic
2,148 Hitorijime My Hero
2,097 Tenshi no 3P!
2,002 Hajimete no Gal
1,932 Isekai Shokudou
1,484 Youkoso Jitsuryoku Shijou Shugi no Kyoushitsu e
1,418 Gamers!
1,324 Isekai wa Smartphone to Tomo ni.
1,304 Vatican Kiseki Chousakan
915 Hina Logi: From Luck & Logic 
914 Kakegurui
811 Jigoku Shoujo: Yoi no Togi
807 Mahoujin Guru Guru (2017)
770 Teekyu s9
554 Koi to Uso
549 Action Heroine Cheer Fruits
394 Netsuzou Trap
351 Shoukoku no Altair
289 Nana Maru San Batsu
212 Centaur no Nayami
191 Keppeki Danshi! Aoyama-kun
0 Clione no Akari
0 Jikan no Shihaisha
0 Konbini Kareshi
0 Musekinin Galaxy Tylor

Analisi

Prima di iniziare a sviscerare i dati di cui sopra ricordo ancora una volta che questi valori non rappresentano un indice di riferimento ASSOLUTO per stabilire il successo o il fallimento dei vari anime, ma sono soltanto un indicatore che ci consente di valutare in linea di massima il livello di gradimento conseguito da essi, al di là del quale possono però subentrare tanti altri fattori in grado di influire in modo determinante sulle loro sorti.

Prendendo dunque come sempre questi numeri con le dovute riserve, la prima affermazione che mi sento di fare guardando i dati di vendita del 1° volume è che ci troviamo di fronte ad una stagione estiva con enormi alti e bassi per quanto riguarda il nostro genere, al punto che non so se iniziare a parlare dei tanti aspetti positivi o se, al contrario, partire dalle cose negative. E poichè in questi casi io preferisco sempre partire dalle notizie brutte per poi consolarmi con quelle buone il primo dato che voglio sottoporre alla vostra attenzione è quello relativo, ahinoi, a Netsuzou Trap, che si ferma a meno di 400 copie vendute, un risultato che in tutta onestà dobbiamo classificare come estremamente deludente anche per un anime del suo format, ovvero un mezzo-short. Ed è vero che si tratta di uno show non molto apprezzato da parte dalla community ma anche al netto di tutti gli haters mi aspettavo (o meglio speravo) che vendesse all’incirca il triplo. E dopo aver visto questo risultato vi confesso che non sono più così tanto tranquillo neanche per Citrus, visto che la mia sensazione è che ancora oggi la community yuri non presenti numeri sufficienti a garantire non dico il successo commerciale, ma anche solo vendite decenti a show di un certo tipo. A questo punto la mia sola speranza è che NTR sia stato veramente detestato da 9 appassionati di yuri su 10 e che dunque la fanbase sia in realtà ben più ampia di quanto non traspaia da questo dato. Ma se così non fosse auguriamoci vivamente che Citrus possa fare presa anche su fan non abituali del genere yuri altrimenti saranno dolori!

Avevo invece messo ampiamente in conto la débâcle di Centaur no Nayami, essendo uno show difficile, anti-convenzionale e per molti aspetti anche piuttosto pesante da seguire. Impossibile dunque pensare che potesse ottenere qualcosa di più di una piccola nicchia di estimatori disposti a prendersene una copia per riguardarselo a casa più volte. Per quanto lo abbia molto apprezzato, e giudicato in modo estremamente positivo da un punto di vista squisitamente critico, vi confesso che anch’io farei molta fatica a rivederlo! Sono invece molto dispiaciuto per Action Heroine Cheer Fruits, che a mio parere avrebbe meritato maggiori riconoscimenti, ma purtroppo anche per lui siamo alle solite: per quanto riguarda il genere idol si è arrivati ormai ad una quasi saturazione del genere e dunque per riuscire ad entrare nell’élite non è più sufficiente fare un “buon” anime, visto che l’asticella qualitativa è stata settata da tempo su livelli estremamente alti. Davvero poco entusiasmante, ma in linea con le aspettative, anche il risultato di Hina Logic, che paga evidentemente il fatto di essere stato uno spin-off piuttosto scialbo e con davvero pochi elementi al suo interno in grado di fare presa sull’esigentissimo pubblico giapponese. E d’altronde sappiamo benissimo che se non ci fosse stata l’esplosione dello yuri nelle sue fase finali anche noi lo avremmo considerato uno show del tutto trascurabile.

Veniamo adesso alle buone notizie. Quattro stagioni sulle spalle e non avvertirle minimamente, è questa la catch-phrase che si potrebbe adottare per Symphogear, che continua a proporre numeri davvero impressionanti al punto da issarsi al primo posto nella classifica stagionale di vendite, davanti anche ad un mostro sacro come Monogatari, sebbene vada detto che la cosa è più dovuta alle vendite clamorosamente inferiori alla media di quest’ultimo che non al risultato di Symphogear il quale si mantiene in linea con il risultato della terza stagione. Le ragioni che si celano dietro questo amore spassionato (e anche prolungato) dei fan per Symphogear continuano ad essere a mio avviso un mistero insondabile ma tant’è: buon per noi che da anni possiamo goderci la presenza in pianta stabile di uno show come questo dai molti contenuti yuri! Ottimo risultato anche per Princess Principal: e se ancora non lo avevano capito spero che quelle 7 e passa mila copie (e il 4° posto assoluto in classifica) siano più che sufficienti per ribadire ai produttori l’apprezzamento dei fan verso quest’opera, convincendoli così a dare il via libera alla seconda stagione! in leggero calo rispetto alla prima stagione, ma comunque decisamente buono, anche il risultato di New Game!!, che con quasi 5 mila copie si è garantito sicuramente un margine più che sufficiente per giustificare la presenza di una eventuale terza serie, cosa che sono sicuro fosse comunque già nei piani iniziali degli autori. Se poi questa prenderà davvero forma è una cosa ovviamente da vedere, ma diciamo che sono non poco fiducioso!

Come avete potuto vedere dunque si è trattata di una stagione in chiaroscuro, senza vie di mezzo per i “nostri” anime, un risultato che a seconda di come la si vuole vedere può lasciare in bocca sapori differenti. Prima di concludere faccio un rapidissimo salto indietro e torno per un attimo alla stagione precedente perchè anche qui c’è un dato piuttosto sorprendente:


Stagione primaverile 2017 – Vendite medie

Frame Arms Girl 9,555
sin Nanatsu no Taizai 2,828
Hinako Note 1,346

Frame Arms Girl è infatti uno dei rarissimi casi in cui le vendite medie risultano essere superiori alle singole vendite del primo volume. Quasi sicuramente questa cosa sarà dovuta a qualche edizione limitata o alla presenza di qualche gadget particolare in uno dei volumi successivi, ma rimane comunque un dato curioso. Si mantengono in linea con i risultati iniziali gli altri due show della stagione primaverile, anche se ho il sospetto che oltre alle vendite comunque discrete sin Nanatsu no Taizai abbia ottenuto non pochi benefici dalla vendita delle action figures, visto e considerato che è stato annunciato uno spin-off, di cui parleremo al momento opportuno. E alla luce della produzione a dir poco travagliata che ha subito questo show si tratta di una notizia alquanto sorprendente! Zero speranze invece, almeno credo, per Hinako Note.

NOTA: Estratto dal topic ufficiale del Crystal Lily dedicato ai Dati di Vendita degli Anime Yuri. Per commenti e opinioni vi invitiamo a raggiungerci sul nostro forum.

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Cari amici e care amiche del Crystal Lily, siamo arrivati al penultimo appuntamento di questa edizione della nostra rubrica targata 2017. Soltanto quattro settimane (con altrettanti episodi) ci separano infatti dalla fine della stagione autunnale, che manderà definitivamente agli archivi un’altra annata decisamente movimentata e piena di soddisfazioni per quanto riguarda lo yuri e il mondo degli anime al femminile in generale. E come d’obbligo dunque, prima che gli anime entrino nella loro fase conclusiva, ci fermiamo un attimo per fare un nuovo punto della situazione di modo da valutare quanto fatto da essi fin qui, ma soprattutto cosa possiamo attenderci da questo ultimo scorcio di stagione.

Bilancio anime in corso

Yuuki Yuuna wa Yuusha de Aru: Washio Sumi no Shou – Voto: 8,5. Come ho più volte ammesso non sono un grandissimo fan dei prequel, poiché a mio modo di vedere il fatto che si sappia già come si concluderà la storia non solo obbliga gli autori a dare vita ad un’opera che per larghi tratti è già incanalata, ma spesso e volentieri finisce anche per togliere allo spettatore quel certo pathos che si può provare solo quando ci si trova di fronte a degli eventi dall’esito incerto. Eppure Washio Sumi’s Chapter riesce nell’impresa di emozionarci come non mai e lo fa sfruttando in modo divino l’unica vera arma a sua disposizione: i personaggi. Nell’arco di soli sei episodi quest’anime è riuscito infatti a farci innamorare delle sue protagoniste, per poi colpirci al cuore nel modo più crudele possibile. Vi giuro che ho provato in tutti i modi a non affezionarmi a Sumi, Sonocchi e Gin, ben sapendo quello che le avrebbe attese, ma alla fine sono stato costretto a cedere: troppo bella la loro amicizia, troppo divertenti le loro interazioni e soprattutto troppo, troppo dolci i loro caratteri. E’ davvero impossibile non arrivare ad adorare queste ragazze e allo stesso tempo farci trovare pronti nel momento in cui prende vita il loro tragico e ineluttabile destino. Una sorte che arriva fulminea, forse anche nel momento più inatteso, e che ci colpisce con una violenza inaudita, un autentico pugno allo stomaco che ci ha lasciato senza fiato e di fronte al quale abbiamo realizzato immediatamente che non avremmo mai potuto essere preparati.

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Si, perché anche se avevamo messo in conto la tragedia mai avremmo potuto immaginare che quest’anime avrebbe dato vita ad alcune delle scene più brutali nella storia dei mahou shoujo, E se si considerano da un lato la giovanissima età delle protagoniste, dall’altro il contrasto generato dalla spensieratezza delle loro scene di vita quotidiana, questa cosa lascia ancora più sbigottiti. Dopo la prima serie avevo accusato quest’anime di essere un poser, uno show che faceva soltanto finta di essere dark per poi ritirare la mano al momento più opportuno. Ebbene, Washio Sumi’s Chapter mi ha smentito totalmente, dimostrando che Yuuki Yuuna wa Yuusha de Aru ha tutte le carte in regola per essere considerato a pieno titolo un esponente del genere inaugurato nel 2011 da Madoka Magica. Non solo, ma questo sequel ha anche dato un senso a molte delle vicende viste nella prima stagione, che ora ci appaiono sotto una luce totalmente diversa, oltre ad aver fatto chiarezza su alcuni elementi che non ci avevano convinto appieno, su tutti la presenza del fairy system. Quest’ultimo in particolare ci era sembrato un semplice escamotage introdotto allo scopo di giustificare la plot armor delle protagoniste, ma ora che sappiamo quali sono state le vicende pregresse che hanno portato alla nascita dell’attuale sistema di protezione di cui sono dotate Yuuna e le sue compagne possiamo affermare tranquillamente che non è così. Spero davvero che tutto quello che abbiamo visto di positivo in Washio Sumi no Shou possa essere messo a buon frutto in Yuusha no Shou, il sequel che sta iniziando proprio in questi giorni.

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Personalmente non mi aspetto che la nuova stagione raggiunga le punte di drammaticità viste in quest’anime, anche perchè sappiamo bene che rispetto ad un prequel i personaggi (per ovvi motivi) sono più difficilmente “spendibili”, tuttavia il “credito di credibilità” che gli autori si sono costruiti con Washio Sumi’s Chapter è tale da giustificare ampiamente qualche concessione alla storia, senza che queste rischino di andare ad intaccare quell’alone di eroismo che permea le vicende di quest’anime. E’ difficile parlare di yuri di fronte alle vicende di Washio Sumi’s Chapter, che pone davanti a tutto la bellissima amicizia a tre fra Tougo, Gin e Sonocchi. Personalmente preferisco attendere l’inizio della serie originale (che in questi giorni sto riguardando per rivivere le vicende dello show in ordine cronologico) così da shippare Yuuna e Tougo e utilizzare invece le vicende del prequel per scoprire il background di quest’ultima, conoscere la sua io del passato e rivivere con lei il legame con le sue amiche d’infanzia. Sicuramente è un viaggio che vi farà affezionare ulteriormente sia a Tougo, sia al personaggio che nella nuova stagione arriverà (o meglio tornerà) ad affiancare le nostre eroine nella loro battaglia conclusiva contro i Vertex.

Love Live! Sunshine!! – Episodi 5-8 – Voto: 6,5. La seconda serie di Love Live! Sunshine!! continua a non convincermi appieno, un sentimento che è condiviso da una buona fetta delle community, che in questo periodo è piuttosto divisa nel valutare le vicende che si sono concretizzate in questa fase centrale di stagione. Qualcuno applaude infatti alla scelta degli autori di spezzare il sogno delle Aqours di salvare la loro scuola lasciandole così con il solo obbiettivo del Love Live!, la cui vittoria a questo punto assumerebbe solo ed esclusivamente un valore dal punto di vista morale, visto che comunque andrà a finire, le sorti della Uranohoshi, a meno di clamorosi colpi di scena, sembrerebbero essere già segnate. Con questa decisione si va a concretizzare il definitivo distacco delle Aqours dalle µ’s, e viene ribadito in modo chiaro e netto la contrapposizione fra quello che vuole essere rappresentato come un gruppo di ragazze normali, e sotto sotto anche un po’ perdenti, rispetto ad un gruppo di protagoniste vincenti ed infallibili, ma forse per questo anche meno umane e credibili. E giusto per avere un metro di paragone basta vedere le differenze tra le due leader, Honoka e Chika: mentre la prima era di fatto una via di mezzo tra una school idol e una figura mitologica dotata di poteri paranormali (tra i quali annotiamo la capacità di cambiare il tempo atmosferico a suo piacimento o di viaggiare nel tempo incontrando la sé stessa del futuro), la seconda rischia quasi di finire all’ospedale nel tentativo di imparare un backflip e ha bisogno del supporto costante delle sue due migliori amiche per superare le sue continue incertezze.

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Una scelta nel segno della discontinuità dunque, e per questo sulla carta corretta, ma che lascia un bel po’ di dubbi sulla sua esecuzione. Tanto per cominciare infatti, molti fan, me incluso, hanno storto un po’ il naso di fronte alla scena del mancato raggiungimento della quota di applicazioni necessarie a salvare la scuola, che sotto molti aspetti è apparsa come una forzatura bella e buona. Partiamo dal presupposto che già l’idea di partenza è sballata: veramente volete farmi credere che basta una buona prestazione al Love Live! (per quanto amato e popolare) per convincere una marea di adolescenti a trasferirsi in una scuola (e dunque in una città) situata, perdonatemi il termine, in culo ai lupi? Questa cosa poteva avere una certa fondatezza nella serie originale, che era ambientata a Tokyo, ma non certo nello sperduto, per quanto bellissimo, villaggio di pescatori dove vivono le Aqours. Giusto dunque che sia andata a finire come ben sappiamo, ma sbagliatissimo il modo in cui è stato inscenato il tutto con il ridicolo countdown fino alle 5 del mattino e soprattutto col raggiungimento di 98 applicazioni, che dava chiaramente ad intendere che sarebbero bastati 5 minuti in più per raggiungere la fatidica quota. Anzi, vi dirò di più e arrivati a quel punto vi chiedo di spiegarmi che differenza c’era fra 98 e 100. Esatto: nessuna! Capite che così facendo il fallimento di Chika e compagne finisce per non apparire più come la più logica delle conseguenze bensì come una scelta dovuta esclusivamente ad esigenze di trama, che per questo si deve concretizzare a priori visto che “E’ così che deve andare e punto!”.

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Sapete benissimo che sono da sempre molto critico nei confronti del dramma forzato, reputandolo uno degli elementi più odiosi e innaturali all’interno di una storia e su questa cosa non sono disposto a fare sconti a nessuno, nemmeno ad un anime che si chiama Love Live! Eppure sarebbe bastato così poco per dare un senso di naturalezza al tutto: sarebbe stato infatti sufficiente non far avvicinare nemmeno lontanamente le Aqours al loro obbiettivo, invece come già accaduto più volte si è voluto strafare, con il risultato di ottenere l’effetto opposto a quello che ci si era prefissati. L’altro aspetto su cui gli autori devono iniziare a fare molta attenzione è quello legato alla gestione dei singoli personaggi. Il tentativo di far apparire le Aqours più umane rispetto alle µ’s , dipingendole come delle comunissime ragazze che cercano di perseguire il loro obbiettivo a dispetto dei loro tanti difetti è una scelta ampiamente condivisibile ma non deve finire per dare vita a delle caricature. E’ giusto puntare sulla simpatia dei personaggi e dare spazio ad un minimo di comicità (elementi che da sempre costituiscono un punto di forza di questa serie) ma da qui a rischiare di scadere nel ridicolo il passo può essere molto breve. E sarebbe un errore davvero imperdonabile, in grado perfino di vanificare tutto quanto di buono si è fatto fin qui. Per fortuna che adesso ci siamo presi una piccola pausa di riflessione con il viaggio delle nostre beniamine nell’Hokkaido, in visita di cortesia alle amiche-rivali Saint Snow, che ci consente da un lato di prendere un bel respiro profondo prima di gettarci nell’attesissimo finale e dall’altro di tornare a goderci un bel po’ di quegli elementi che da sempre ci fanno amare alla follia quest’opera. Sto parlando ovviamente dello spirito di amicizia e dell’importanza dei legami personali che, uniti alla passione per tutto quello che rappresenta essere una idol, spingono le protagoniste a gettare ogni volta il cuore oltre gli ostacoli.

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Capitolo yuri: anche sotto questo punto di vista Love Live! Sunshine!! ha seguito un percorso totalmente diverso rispetto al suo predecessore. A differenza di Love Live! School Idol Project!, che aspettò il film conclusivo prima di fare qualche evidente concessione allo yuri, questo sequel era partito forte nella prima stagione focalizzandosi molto sui rapporti di coppia e dando vita ad almeno un paio di pairing molto ben definiti. Nella seconda stagione invece sembra che si sia voluto puntare maggiormente sullo spirito di gruppo e sui trii di amicizie, esattamente come era avvenuto nell’anime originale. Ed ecco dunque che You e Dia riprendono il loro posto “quasi alla pari” tra Chika e Riko e Mari e Kanan, mentre le ragazze del primo anno non hanno mai dato l’impressione di poter dare vita a dei pairing tra loro. Curiosamente dunque, l’elemento di maggior spicco di questa stagione si conferma essere il siscon, su cui ammetto che non mi sarei mai aspettato che gli autori decidessero di spingere così tanto, sebbene siano bravi a gestirlo in modo perfettamente innocente, di modo da non rischiare mai di poter dare adito a situazioni troppo compromettenti facendolo sempre rientrare in quello che i non-yuristi possono considerare un “semplice rapporto d’affetto” tra sorelle, anche se tutti noi sappiamo benissimo che le cose stanno diversamente! E nell’ultimo episodio, per la gioia del sottoscritto, oltre a deliziarci con un nuovo momento dal sapore profondamente sentimentale tra Ruby e Dia, hanno deciso di raddoppiare mettendo sotto la lente d’ingrandimento anche il legame che unisce Leah, la più giovane delle Saint Snow, alla sua sorella maggiore Sarah.

Konohana Kitan – Episodi 5-8 – Voto: 10, ma solo perché non è possibile salire ulteriormente! C’è poco da fare, quest’anime ha letteralmente conquistato il cuore di tutti gli appassionati per via delle bellissime storie che ogni settimana ci vengono narrate attraverso gli occhi di queste adorabili kitsune, storie sempre cariche di sentimenti e in grado di sorprenderci ogni volta con la loro originalità. Quello del Konohana, luogo di crocevia fra il mondo degli uomini e il regno degli spiriti, è un mondo fantastico ed imprevedibile, dove tutto può accadere e nel quale è estremamente facile rifugiarsi per lasciarsi trasportare dalle sue atmosfere da sogno. I personaggi, splendidamente guidati da quella che probabilmente è una delle protagoniste più dolci ed amabili di sempre, Yuzu, svolgono tutti un lavoro egregio nell’accompagnarci lungo questo viaggio a metà realtà e fantasia, pieno di creature fantastiche ma anche di personaggi profondamente umani che si mescolano tra loro con totale naturalezza, dando così vita ad un universo incredibilmente affascinante e sempre pronto a meravigliarci con qualcosa di nuovo. Spero davvero con tutto il cuore che Konohana Kitan possa ricevere il riconoscimento che si merita e soprattutto essere premiata dal pubblico a fine stagione poiché si tratta veramente di una gemma di rara bellezza.

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La nostra soddisfazione per l’ottimo risultato sul piano qualitativo di Konohana Kitan aumenta poi inevitabilmente per il fatto che si tratta di uno show dai forti contenuti yuri, sebbene vada specificato che non si tratta di un anime focalizzato esclusivamente su tale elemento. I momenti dedicati ai rapporti fra le protagoniste (e alle loro vicende personali) si alternano infatti ad altri spezzoni incentrati sulle vicende dei personaggi esterni, che si alternano nei vari episodi in qualità di ospiti del Konohana Kitan interagendo in vario modo con le protagoniste. In questo quadro così dinamico e variabile la parte del leone fino ad oggi l’hanno fatta sicuramente Ren e Natsume, che si sono ritagliate il ruolo di coppia principale di Konohana Kitan dando vita ai momenti di natura sentimentale più espliciti di tutto l’anime. Rispetto ai primi episodi invece abbiamo un po’ perso per strada Satsuki e Yuzu ma si tratta di una conseguenza inevitabile dovuta al ruolo ricoperto da quest’ultima, che essendo un po’ il centro gravitazionale attorno a cui ruotano tutte le storie e i vari personaggi, non può essere dedicata esclusivamente ad un singolo elemento come avviene invece nel caso di Ren e Natsume.

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Va detto comunque che il legame privilegiato che Satsuki vanta nei confronti di Yuzu balza sempre e comunque all’occhio e in ben più di occasione è stato possibile scorgerlo fra le righe, sebbene il picco più alto tra le due dal punto di vista romantico rimanga ancora quello visto nelle fasi iniziali dell’anime. La mia speranza è che da qua alla fine si trovi il tempo di dedicare alle due ragazze almeno un altro un momento tutto per loro, di modo da rinsaldare ulteriormente la loro unione, cosa che auspico anche per la “strana coppia”, ovvero Kiri e Sakura. Non vi nascondo peraltro che sono piuttosto curioso di scoprire cosa si cela dietro al legame fra le due, anche perchè rispetto a tutte le altre protagoniste non è stato ancora rivelato nulla del loro passato, men che meno le loro storie personali, una lacuna che sono convinto verrà colmata in uno di questi ultimi episodi.

Urahara – Episodi 5-8 – Voto: 6, ma rispetto a un mese fa ha un valore differente. Se nel mio precedente editoriale si trattava più che altro di un voto politico, dato quasi sulla fiducia, arrivati a questo punto della stagione possiamo infatti assegnare tranquillamente ad Urahara una sufficienza piena, frutto del buon lavoro fatto nella fase centrale di stagione. Le protagoniste sono state finalmente caratterizzate un pochino e adesso hanno una loro dimensione ben precisa e dei tratti personali in grado di spiccare un minimo. Certo, non stiamo parlando sicuramente di personaggi destinati a lasciare il segno, tuttavia se si considera quella sensazione di totale bidimensionalità che ci avevano trasmesso nei primi episodi si può tranquillamente affermare che sotto questo aspetto siano stati fatti non pochi progressi. Lo stesso discorso può essere fatto per la trama che non solo sembra aver preso una direzione logica ma addirittura, dalla seconda metà di stagione in poi, ha eseguito una svolta di centoottanta gradi ribaltando le sue atmosfere soft e quasi infantili per assestarsi su toni apparentemente più drammatici.

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Ovviamente è ancora presto per parlare di “svolta dark”, anche perché ribadisco che questo show non mi dà l’impressione di voler puntare particolarmente in alto e di conseguenza, più che una scelta dettata da chissà quali ambizioni, la mia sensazione è che si tratti semplicemente di un modo per dare un minimo di tono all’intera vicenda. Certo, mai dire mai, ma è fuori discussione che sarei molto sorpreso se Urahara non si dovesse rivelare il classico anime dal lieto fine scolastico. I problemi di quest’opera peraltro non sono stati tutti risolti: le animazioni continuano a lasciare piuttosto a desiderare così come il ritmo degli episodi, che ultimamente hanno dato la sensazione di essere fin troppo lenti con alcuni dialoghi ripetuti fino allo spasmo. I suoi punti di forza rimangono invece la veste grafica accattivante, grazie all’uso sempre strabiliante dei colori, e la sua dolcezza di fondo. Gli ultimi episodi ci diranno dunque se Urahara si rivelerà veramente la gemma nascosta della stagione oppure se lo potremo archiviare senza troppi rimpianti. L’unica certezza per ora sembra essere il suo inserimento nella categoria degli Anime a Cast Interamente Femminile visto che, come già anticipato il mese scorso, il rapporto fra le tre protagoniste è stato sviluppato esclusivamente sotto forma di un’ affettuosa, ma comunque semplice, amicizia.

Two Car – Episodi 5-8 – Voto: 5. Stessa formula della prima parte di stagione per Two Car, che prosegue imperterrito nella sua carrellata dedicata alle protagoniste, con dei mini-archi narrativi dedicati di volta in volta ad una delle coppie che costituiscono il cast di questo show, il tutto con risultati altalenanti che finiscono per renderlo sempre meno convincente. Tralasciando la questione della formula episodica, su cui ormai conoscete bene il mio pensiero, le gag ripetute praticamente all’infinito e la qualità non sempre eccellente dei singoli episodi, il problema principale è che ci troviamo di fronte all’ennesimo anime che sembra essere più che altro un’introduzione a quella che dovrebbe essere la serie vera e propria. Sì, perché (a meno di non avere a disposizione 50 episodi) o la costruzione dei personaggi si porta avanti di pari passo con tutti gli altri elementi dello show oppure quando arriva il momento di andare al dunque si scopre che siamo arrivati all’ultima puntata senza aver concluso praticamente nulla.

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Arrivati a questo punto della stagione ho già capito dove si andrà a parare con Two Car: dieci episodi introduttivi e trama principale risolta frettolosamente negli ultimi due episodi. Ne abbiamo già avuti di esempi simili in passato (cito un nome a caso: Ange Vierge) con i risultati che tutti quanti conosciamo bene. Opere come Two Car sono purtroppo l’esempio di come i palinsesti stagionali siano ormai infarciti di show tappabuchi, gestiti senza idee e con il solo obbiettivo di tirare a campare per 12 episodi facendo giusto il compitino per poi voltare immediatamente pagina così da dimenticarsene in fretta. Uno spreco di soldi, risorse ed energie che mi lascia basito, specialmente sapendo le difficoltà alle quali sta facendo fronte l’industria dell’animazione, che lamenta ormai da tempo carenza di manodopera nonchè ritmi lavorativi estenuanti per le troppe serie che vengono commissionate ad ogni stagione. Ecco, magari se si iniziasse a togliere di mezzo certa spazzatura, e a badare più alla qualità degli anime che non alla quantità sicuramente ne beneficerebbero tutti. Ma anche questo discorso ormai è trito e ritrito e pertanto a questo punto facciano come vogliono e continuino pure a propinarci certi flop come questo Two Car… contenti loro!

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Dopo l’inutilissimo arco narrativo dedicato alle gemelle dell’equipaggio Single Duet (davvero c’era bisogno di replicare lo stesso tipo di storia già portato avanti con le protagoniste principali?!) l’episodio che vede come protagoniste le due commentatrici delle gare (già perché ricordiamo che in teoria Two Car è un anime che parla di corse di sidecar) la situazione tra coppie yuri vs coppie di ebeti è fissata al momento sul punteggio provvisorio di 4-2 per le prime, con una predominanza quantificabile in un rapporto di 2 a 1 per lo yuri verso tutto il resto. Ed è forse questo l’unico motivo per sorridere quando si parla di quest’anime, nonostante la consapevolezza che il palcoscenico finale spetterà inevitabilmente a Yuri e Megumi e al loro “appassionante” triangolo amoroso per conquistare il cuore del loro coach senza viso. Speriamo solo che sia una cosa rapida e indolore, così che poi possano sparire alla stessa velocità con cui viaggia il loro sidecar!

Shoujo Shuumatsu Ryokou – Episodi 5-8 – Voto: 8. Non ho molto da aggiungere rispetto a quanto già detto il mese scorso in merito a quest’anime, su cui voglio però ribadire il mio invito a guardarlo assolutamente. Appare ormai chiaro che Shoujo Shuumatsu Ryokou vuole essere una grande allegoria sulla vita e sulla morte, oltre a portarci a riflettere su tutta una serie di questioni filosofiche legate alla condizione umana e a quanto siamo piccoli di fronte all’immensità dell’universo e allo scorrere inesorabile del tempo. Il mondo che attraversano Chito e Yuuri nel loro viaggio non sembra essere il nostro pianeta, ma i rimasugli di un’ immaginaria civiltà del futuro che si è lasciata alle spalle costruzioni mastodontiche e città costruite interamente in verticale. E la domanda che continuano a farsi a più riprese le nostre protagoniste mentre rischiano regolarmente la vita per raggiungere i livelli più alti di questa immensa metropoli fantasma, ovvero “Che cosa troveremo ad attenderci là in cima?” è un po’ una metafora dei dubbi esistenziali che attanagliano l’anima dell’uomo, da sempre alla ricerca di risposte e di un luogo verso cui andare, anche nel momento in cui è palese che non ce ne siano. Ma allo stesso tempo è anche vero che fermarsi equivale comunque a morire ed è proprio questo il pensiero che spinge le nostre eroine ad andare avanti con tenacia, di modo da ricordare a tutti noi che ci sarà sempre qualcosa di bello da qualche parte per cui vale la pena proseguire in questo viaggio, per quanto quest’ultimo possa sembrare senza speranza e a prescindere da qualunque cosa ci attenderà alla meta. Ammesso e non concesso che esista davvero una meta. Gli ultimi minuti dell’ottavo episodio hanno reso sicuramente Chito e Yuuri più shippabili rispetto a quanto visto fino a quel momento, tuttavia per adesso rimango fermo sulla stessa posizione del mese scorso, ovvero quella di considerare il loro rapporto come una mutuale simbiosi che rimane però confinata nei confini di una semplice amicizia, per quanto indubbiamente profonda.

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E con Chito e Yuuri si conclude questo penultimo editoriale dell’anno, che ci avvicina a tutta una serie di appuntamenti davvero importantissimi. La prossima volta che ci ritroveremo sarà infatti per presentare la stagione inaugurale del 2018, che si aprirà subito con il botto più grande ovvero quel Citrus che attendevamo con ansia da anni e che sappiamo benissimo potrebbe anche cambiare per sempre la storia del genere Yuri. Seguirà poi l’editoriale conclusivo di questa stagione autunnale, i cui giochi sono ancora aperti su diversi fronti. Infine, come sempre, ci sarà l’immancabile appuntamento con i Crystal Lily Awards, in un’edizione che per l’ennesima volta si prospetta essere davvero incerta, con tantissimi premi (alcuni alche molto importanti) ancora perfettamente in bilico.

Arrivederci a presto, e che lo Yuri sia sempre con voi!

NOTA: Il presente articolo è stato pubblicato in data 29 novembre sul Crystal Lily, nella nostra rubrica dedicata alle Novità Yuri 2017. Per commenti e opinioni ti invitiamo a raggiungerci nel nostro forum!

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Note: Review Copy provided by Idea Factory International. This is going to be a historic review for the blog. What do I mean. As a long time Neptunia fan this will be the first spinoff game of the franchise I … Continue reading

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Hello everyone. It’s been a while. I’ve been busy working myself to the bone to keep 1 chapter/month deadline for Witches. However, today I’m taking a little break to discuss a wonderful anime called Blend S and a particular episode.


The plot is simply the protagonist is a girl looking for work, but unable to get a job due to her tendency to look sadistic. Fortunately for her she gets a job at a café with a particular quirk: All the waitresses have a gimmick (such as being a sadist, tsundere, little/big sister, or idol). Because the main character is naturally sadistic despite her best attempts to not be, she’s hired without question and the anime thus far is following her adventures at the café and her romance(?) with the manager. Oh, BTW this is technically a “straight” anime, but I don’t mind as said straight romance(s) are actually fairly enjoyable and played for romance. (Hell, I’m actually supporting an actual m/f couple!!!)

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Now let’s start talking about the episode. The first half of the episode follows our crew of six as they have a barbeque in mountains. Half of the team, consisting of a Yuri Otaku, a Gamer Girl and a Doujinshi Artist, weren’t all too happy with having to be outside. I don’t blame them. Also, I’ll talk about the other characters later.

Indoor People2

Of course as an “indoor person” myself, I can verify they didn’t leave the comforts of four walls without being prepared!

Tuna

Everyone was charged with bringing some item and our protagonist brought a WHOLE Tuna (she’s from a rich family), leaving the manager with the grueling task of chopping up and cooking it.

Loli x Beer

Also the cast’s token twenty-something loli is a beer drinker.

Nosebleed

On the drive home, our oujo protagonist and the manager talked about going to the beach and she explained that the only swimsuit she has is her school swimsuit and asked him to going swimsuit shopping with her. Comedy (and dangerous driving) ensued.

Japanese Swimsuit

Behold the second best bod in the show.

 

While swimsuit shopping, the Manager (who happens to be Italian) thinks about how women in his homeland had a tendency to wear revealing swimsuits and imagined our Oujo in such a swimsuit.

Swimsuit A

A sexy three piece.

 

Swimsuit B

The hime cut goddess. I think she may be related to Dia.

Now some time for some character intros. As you may have pieced together, this our protagonist, Maika Sakuranomiya. She’s the youngest daughter of a rich family and is obsessed with foreign cultures. She tries her hardest to not be a sadist, but as I’ve explained before, it comes too naturally for her.

 

Oppai!

The oppai goddess!

Kaho Hinata, the girl with the best body (in my opinion). She’s the cafe’s “tsundere”, but when not working (and while even working), she’s the gamer girl.

 

Neechan

The booty goddess.

Miu Amano, the girl with the third best body. She’s the cafe’s “big sister”, but she’s better known as a popular doujinshi artist who publishes m/f, yuri and BL doujinshi (all fetishes are fair game for her.)

 

Lolichan

The loli goddess.

Mafuyu Hoshikawa, the loli co-ed. She’s the cafe’s energetic “little sister”, but off the clock she is stoic. She’s fond a particularly magical girl anime (in which the protagonist resembles Maika remarkably).

 

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My hero, the yuri otaku.

Now for some manservice. First up, is Kouyou Akizuki, the cafe’s cook, straight man and a passionate yuri fan. He and Kaho is the most likely this anime’s beta couple and I ship them!

 

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The ragdoll.

Dino (no last name known). He’s the cafe’s manager and a total otaku. He loves Japanese culture (like a gender flipped Alice.) He happens to be the butt end of many jokes where Maika (accidentally) abuses him.

 

Overboard

Of course he goes a little overboard.

 

The rest of the episode goes as following: Dino and Maika go to get shaved ice, but Maika realized she got cut, triggering for Dino to be chivalrous and tending to her wound. Cue romance flag.

Despite the fact this anime is focused on a m/f pairings, I enjoy this anime and the inclusion of a male yuri fan is rare and interesting. I hope the community can give it a chance.

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Cari amici e care amiche del Crystal Lily, benvenuti all’edizione di novembre della nostra rubrica dedicata alle Novità Yuri 2017, il primo dei tre appuntamenti riservati agli anime della stagione autunnale, l’ultima di un’annata che fino ad oggi non è stata certamente avara di soddisfazioni. Non fa eccezione nemmeno la stagione in corso, sebbene dopo l’incredibile scorpacciata estiva sia inevitabile avere la sensazione che questa sia un pochino più leggera a livello di contenuti. In realtà ciò è vero solo in parte, poiché a volte bastano solo una o due opere con i giusti connotati per riempire un’intera stagione e farci comunque sentire realizzati, e tra gli anime in corso i candidati a ricoprire tale ruolo sono sicuramente più di uno. Andiamo dunque a vedere quali sono e chi fra essi si è distinto maggiormente in questo scorcio iniziale d’autunno.

Bilancio anime in corso

Prima di cominciare faccio una piccola premessa. Nell’ editoriale di questo mese non troverete traccia della seconda stagione di YuYuYu poiché ho deciso di seguire la tendenza del fandom, ovvero quella di considerare le due parti da cui è composta come due anime separati. Ciascuno di essi verrà dunque valutato come opera a sé, con un solo bilancio alla fine dei rispettivi 6 episodi da cui sono composti. Nella rubrica di dicembre troverete dunque le mie valutazioni su Washio Sumi no Shou, il prequel attualmente in corso che si concluderà a metà mese, mentre a stagione terminata stilerò il bilancio dei sei episodi rimanenti che andranno a comporre la serie denominata Yuusha no Shou e che costituiranno la seconda stagione vera e propria di Yuuki Yuuna is a Hero.

Konohana Kitan – Episodi 1-4 – Voto: 9. Chi come me ha alle spalle anni e anni passati a leggere centinaia (se non addirittura migliaia) di pagine di Yuri Hime non potrà non aver provato un immediato senso di familiarità nel vedere Konohana Kitan. Quelle atmosfere delicate e leggere che ci fanno sentire come se fossimo a casa, quella profusione di sentimenti che ci avvolgono nella loro dolcezza e quella sensazione di assoluta purezza che permea ogni elemento dell’anime costituiscono la vera essenza di fondo di questo genere a noi così caro. Konohana Kitan è una delle più limpide espressioni del genere yuri mai viste fino ad oggi, uno show di cui per anni abbiamo sentito la mancanza e di cui forse avevamo bisogno ben più di quanto non pensassimo per rinsaldare i legami con le nostre origini dopo tanto, forse troppo, tempo trascorso tra surrogati e derivazioni di ogni tipo. E il bello è che Konohana Kitan non si sta limitando a rendere felici solo noi yuristi ma sta raccogliendo consensi un po’ dovunque per le sue qualità come anime a livello generale.

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Piacciono infatti le sue protagoniste, così dolci e carine ma allo stesso tempo terribilmente divertenti , piacciono le sue atmosfere idilliache e la sua collocazione a metà tra sogno, folklore e fantasia ma soprattutto piace la sua capacità di coniugare in modo pressoché perfetto i numerosi elementi che lo caratterizzano, bilanciando così tra loro aspetti apparentemente distanti quali comicità, dramma e sentimento. Konohana Kitan è un anime in grado di farci passare da momenti di divertimento totale nei quali ci fa ridere a crepapelle ad altri dove riesce ad emozionarci profondamente arrivando addirittura in certe occasioni a farci commuovere, il tutto in modo perfettamente naturale, senza mai perdere la sua leggerezza, ma soprattutto senza darci quella fastidiosa sensazione di “sbalzo umorale” che in passato abbiamo provato con certi altri show. Al contrario, tutte le emozioni che quest’anime ci regala costituiscono un flusso armonioso da cui è estremamente facile lasciarsi trasportare.

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Konohana Kitan è un anime che incarna come pochi la filosofia dello yuri ed è la dimostrazione di quello che da anni andiamo ripetendo fino alla nausea, talvolta anche invano, ovvero che la componente fisica, per quanto sicuramente non ci dispiaccia quando è presente, non è fondamentale per dare vita ad un rapporto di natura esplicita. Al momento la situazione dal punto di vista sentimentale vede la presenza di una coppia conclamata, vale a dire Ren e Natsume, e di un’altra che definiamo “work in progress”, con Satsuki che sicuramente è sulla buona strada per innamorarsi della dolce Yuzu. Ma a quanto pare anche le altre due protagoniste principali, ovvero Kiri e Sakura, sembrerebbero essere in una relazione sentimentale sebbene la questione, almeno per il momento, sia stata solo vagamente accennata. Chissà se in futuro ci verrà rivelato qualcosa di più sul loro legame, ma intanto godiamoci queste altre due coppie che già da sole sono davvero tanta roba!

Urahara – Episodi 1-4 – Voto: 6, ma ammetto candidamente che questa valutazione non riflette il mio effettivo indice di gradimento di questo show, che è in realtà molto più alto. Tuttavia è fondamentale partire dalle considerazioni oggettive e parto subito col dire che per molti aspetti è difficile (almeno per il momento) poter considerare Urahara un bell’anime: la sua trama, per quanto volutamente surreale, sembra non avere né capo né coda e i vari avvenimenti della storia si succedono senza alcuna logica apparente. La caratterizzazione dei personaggi poi è quasi del tutto inesistente e le protagoniste sono totalmente piatte e bidimensionali. La prima impressione che si ha guardando Urahara è quella di assistere a uno show ispirato ai mahou shoujo per bambini, in una sorta di effetto volutamente naif o, se preferite, un “falso artistico” di cui ancora non si capisce lo scopo, ammesso e non concesso che quest’opera ce l’abbia davvero uno scopo. Tuttavia è innegabile che quest’anime abbia un fascino misterioso e qualcosa in grado di catturare lo spettatore, al punto che una volta che lo si è iniziato è quasi impossibile abbandonarne la visione.

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Cosa sia questo qualcosa è davvero difficile stabilirlo: forse è la sua capacità di catturare lo sguardo e di rapire la mente grazie al suo stile unico e coloratissimo, forse è quella sensazione di dolcezza che traspare un po’ dovunque, forse è per via delle protagoniste, che saranno sì un po’ piatte, ma allo stesso tempo sono anche così dannatamente stilose. O forse è semplicemente la malsana, masochistica curiosità di volere a tutti i costi capire dove si voglia andare a parare con questa roba. Sta di fatto che a un certo punto sono arrivato quasi a ipotizzare che quest’anime sia in realtà una nuova forma di droga poiché, ripeto, apparentemente non c’è davvero alcuna spiegazione logica in grado giustificare il piacere che si prova nel guardarlo. Non c’è nemmeno yuri, visto che il rapporto fra le tre protagoniste è sviluppato sotto forma di una solida ed affettuosa amicizia, e per come è impostato lo show credo che ben difficilmente ci potrà mai essere spazio per tale elemento. Eppure…

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Spesso e volentieri si dice che la sostanza conta più dell’apparenza. Ebbene, Urahara è una delle rarissime eccezioni a questa regola e nel suo caso sembra quasi che l’apparenza sia più che sufficiente a compensare l’attuale mancanza di sostanza. Se (e fino a quando) questo incantesimo sia destinato a durare ovviamente non mi è dato di saperlo tuttavia penso che prima o poi quest’anime sarà costretto a togliere la maschera e a svelare una volta per tutte il suo vero volto. Non sono in grado di dirvi se ve lo consiglierei o meno, anche se sono sicuro che quello che vi ho appena raccontato probabilmente avrà acceso la vostra curiosità. Se decidete però di provarlo fate attenzione, poiché vi assicuro che dà dipendenza. Non ditemi poi che non vi avevo avvisato!

Shoujo Shuumatsu Ryokou – Episodi 1-4 – Voto: 8. Se fino ad oggi non avevate mai pensato che un anime ad ambientazione post apocalittica potesse essere tenero e rilassante allora dovete proprio dare un’occhiata a Shoujo Shuumatsu Ryokou. Uno show dolcissimo e toccante, capace di toccare delle vette di poesia davvero altissime, portando lo spettatore a riflettere su tutta una serie di argomenti spesso anche molto profondi. Due giovani ragazze, semplici e per certi aspetti anche piuttosto ingenue, costrette ad affrontare da sole un mondo sconosciuto e completamente in rovina, alla ricerca non solo del necessario per sopravvivere, ma spesso anche di una ragione per cui valga la pena di continuare a vivere. E così le vediamo muoversi tra macerie e città fantasma, due minuscoli puntini nella vastità di un universo ignoto, un universo che però, a differenza di molti altri anime dallo scenario simile, non sembra nascondere delle vere e proprie insidie, ponendosi più che altro come un osservatore silenzioso ed imponente, e i cui immensi relitti altro non sono se non l’ultima testimonianza di una civiltà che ormai è sparita per sempre. C’è un velo di profonda malinconia a permeare le vicende di Shoujo Shuumatsu Ryokou, un silenzio assordante che viene rotto solo dal passaggio della Kettenkrad, l’inseparabile motocicletta corazzata che Chito e Yuuri utilizzano per i loro spostamenti.

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Allo stesso tempo però non sembra esserci mai troppa disperazione o tristezza nell’animo delle due protagoniste poiché su di esse prevarica sempre la loro voglia di esplorazione, quella fame di scoperta (o per meglio dire di riscoperta) che rappresenta la loro vera scintilla vitale, alla quale va poi aggiunto l’altro elemento imprescindibile per la loro esistenza, ovvero la costante e reciproca presenza. Le due ragazze infatti sono piuttosto agli antipodi come carattere ma proprio per questo motivo finiscono per completarsi a vicenda. Chito è pacata, razionale e riflessiva, possiede una buona cultura ed è sicuramente quella più dotata sul piano spirituale. Yuuri al contrario è un autentico concentrato di ignoranza: rozza, analfabeta e dai modi spicci, preferisce usare la forza bruta piuttosto che il cervello. Una simile miscela non può ovviamente che generare frequenti bisticci e discussioni ma allo stesso tempo finisce per rendere indispensabile per ognuna la presenza dell’altra. Nonostante quella fra loro sia un’autentica simbiosi, il rapporto fra Yuuri e Chito non è stato impostato in chiave yuri bensì sotto forma di un’autentica amicizia. Tra le due ragazze c’è un forte cameratismo e un affetto che ha chiaramente delle radici molto profonde, pur non sviluppandosi mai in chiave romantica. Così come Urahara dunque, anche Shoujo Shuumatsu Ryokou sembra essere orientato verso la categoria degli Anime a Cast Femminile.

Love Live! Sunshine!! – Episodi 1-4 – Voto: 7. Diciamolo chiaramente: per usare un’espressione presa in prestito dall’ambito commerciale Love Live! è un prodotto che “si vende da solo”. Sarà per quell’aura mistica che ormai lo circonda, sarà per le sue tematiche che poco alla volta sono diventate un vero e proprio marchio di fabbrica, sarà per la bellezza intrinseca dei suoi elementi, insomma, qualunque sia il segreto che c’è dietro questa sua formula magica, Love Live! è uno show che nasce vincente e che per questo non potrà mai non piacere. Ma forse è proprio per questo motivo che gli autori si sentono ogni volta in dovere di dare qualcosa di più, con il rischio inevitabile di finire talvolta per strafare. E’ il caso ad esempio della seconda puntata, nella quale si è voluta forzare a tutti i costi una coesione tra le protagoniste, in seguito a quella che è stata una vera e propria dichiarazione d’intenti, col risultato di dare vita ad un episodio indubbiamente divertente ma allo stesso tempo davvero molto poco spontaneo. Ancora peggio è andata poi con il terzo episodio, nel quale si è superato davvero troppo il limite dell’inverosimile finendo così per sminuire l’impatto emotivo di un passaggio chiave della storia. Questo show ha sempre fatto delle piccole concessioni alla fantasia (chi ad esempio non ricorda la scena in cui Honoka fece smettere di piovere urlando?), tuttavia se quei momenti tutto sommato potevano essere letti in chiave puramente metaforica la stessa cosa non si può dire per il fatto di aver visto un gruppo di ragazze fare un’audizione pubblica, percorrere non si sa quante decine di chilometri correndo e poi avere ancora le forze per fare una seconda esibizione. OK la gioventù e la stamina, ma stiamo parlando di idol o di triathlete? Anche sotto questo punto di vista dunque si è voluta forzare un po’ troppo la mano con la questione del “miracolo”.

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Eppure dovrebbero ricordarsi benissimo che il vero “miracolo”, quello fatto con la prima serie, nacque proprio grazie alla spontaneità della sua storia e al modo totalmente naturale con il quale si formarono tutte le alchimie necessarie a dare vita a quello straordinario risultato. Ma fu una combinazione che nacque quasi per caso, non certo programmata a tavolino, e che, come avviene sempre quando un’opera raggiunge dei livelli di successo inimmaginabili, fu probabilmente figlia di un mix di elementi che includevano sì una certa quantità di bravura, ma anche una bella dose di fortuna. E se è vero che da un lato con quella leggenda ci si deve bene o male confrontare è anche vero che la ricerca a tutti i costi del colpo ad effetto finisce purtroppo col sortire l’effetto opposto, ovvero quello di dare vita a dei confronti che, per il bene di questo show, è meglio evitare. Meglio dunque concentrarsi su ciò che queste ragazze hanno da offrire, che non è sicuramente poco, e lasciare che le cose seguano il più possibile il loro corso naturale. In sostanza proprio quello che è avvenuto nel quarto episodio, dove finalmente si è tornati a lavorare sulla crescita dei personaggi e su quello che deve diventare il primo obbiettivo di questa serie, ovvero quello di dare alle Aqours un’impronta tutta loro, che sia quanto più possibile unica ed originale. Ed è solo attraverso questo processo di forgiatura di una vera anima per le Aqours che sarà davvero possibile capire dove queste ultime potranno arrivare, ma è una cosa che si può scoprire solo cammin facendo e che non può (né deve) essere stabilita a priori.

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Mi rendo conto che forse questo giudizio potrebbe sembrare più duro di quanto in realtà non sia, anche perché, come già detto, Love Live! Sunshine!! è un anime altamente godibile e pieno di momenti divertenti, tuttavia è risaputo che quando su uno show ci molto aspettative si tende sempre ad alzare l’asticella, pretendendo ogni volta da lui il meglio. E in ogni caso siamo solo all’inizio, la partenza è stata buona, forse non ottima ma comunque incoraggiante, le canzoni poi, come sempre, sono bellissime! Ricordo peraltro che nemmeno i primi episodi di Love Live! School Idol Project! S2 furono poi così strabilianti, con la vera svolta che arrivò solo a partire da metà stagione. Attendiamo dunque fiduciosi e nel frattempo godiamoci la sfida al titolo di miglior pairing dell’anime che continua ad essere davvero molto serrata e che per ora vede Kanon/Mari e Chika/Riko perfettamente alla pari, anche se ad onor del vero nelle ultime puntate le scene migliori, contro ogni previsione, ce le hanno riservate Dia e Ruby. Certo, siamo tutti quanti consapevoli che si tratta di un pairing su cui ben difficilmente gli autori potranno mai puntare (per ovvi motivi), tuttavia sono sicuro che quelle piccole concessioni che hanno fatto siano state già più che sufficienti per infiammare la fervida fantasia dei fan.

Two Car – Episodi 1-4 – Voto: 5,5. Faccio subito una premessa. Il mio giudizio su Two Car non è condizionato dalla questione legata a Yuri e Megumi e alla conseguente gestione dell’elemento yuri, di cui parlerò approfonditamente più avanti. Anche senza tutte le difficoltà generate dal fatto di dover guardare un anime di cui si odiano le protagoniste principali penso che Two Car avrebbe raggiunto al massimo una sufficienza risicata. Il motivo è presto spiegato e consiste nel fatto che questa volta “lo strano mix” non funziona. Dal punto di vista puramente tecnico quest’anime è indubbiamente di ottimo livello, in particolare per quanto riguarda l’elemento sportivo, che è stato sviluppato in modo preciso e realistico dando un’immagine molto accurata di come funzionano le corse di sidecar. Se provate a guardare un video su Youtube vi rendete immediatamente conto che tutte le informazioni relative agli stili di guida, al ruolo dei due membri dell’equipaggio, all’impostazione del veicolo in pista corrispondono totalmente alla realtà. Perfino i rumori dei motori che sentiamo durante le corse sono stati presi da gare vere, così come è altrettanto vero che sull’Isola di Man si corre annualmente una delle gare motoristiche su strada più importanti al mondo, il famoso TT che, tra le varie categorie, prevede effettivamente anche quella fra sidecar. Proprio per via di questo realismo a mio parere sarebbe stato dunque più opportuno, almeno per una volta, evitare di lasciarsi tentare dall’elemento moe e optare per un cast dalle caratteristiche più mature inserendo dei personaggi un po’ più verosimili.

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Per carità, le varie coppie di ragazze, ad eccezione di Yuri e Megumi, possono anche risultare molto gradevoli da vedere e prese come elemento a sé sono sicuramente valide. La coppia sadomaso, le due principesse, le due “simil Haruka/Michiru” (e ancora dobbiamo scoprire le altre) danno vita ad un cast variopinto e a tratti anche abbastanza originale, ma nel momento in cui si devono mettere insieme i due elementi principali dell’anime la sensazione che si ha è quella di una bella occasione sprecata. Non si capisce infatti perchè da almeno vent’anni a questa parte non sia possibile assistere ad un bell’anime sportivo femminile che prenda davvero sul serio questa sua componente, portandola avanti di pari passo con quegli altri elementi fondamentali legati allo sviluppo dei personaggi e dei rapporti interpersonali. Credo, ma non vorrei sbagliarmi, che gli ultimi ad averlo fatto siano stati gli anime sulla pallavolo realizzati a cavallo tra gli anni ‘80 e ‘90. Qualche anno fa ci andò molto vicino Sekai de Ichiban Tsuyoku Naritai!, opera ambientato nel mondo del wrestling femminile, ma la sua qualità non eccelsa gli impedì di lasciare il segno. C’è stato poi Keijo, è vero, ma a parte il fatto che dal punto di vista commerciale fu comunque un flop, lo “sport” da lui trattato è una pura invenzione di fantasia e pertanto non fa testo. E così, mentre gli anime sportivi dedicati alla controparte maschile legati a calcio, basket, pallavolo, ciclismo (e chi più ne ha più metta) diventano delle super-hit capaci di conquistare decine di migliaia di appassionati, i vari show femminili dedicati al ping pong o al ciclismo sono finiti rapidamente nel dimenticatoio senza lasciare alcuna traccia. La stessa sorte che verosimilmente toccherà anche a Two Car.

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Ritengo inoltre che la trovata di dare vita ad una coppia di protagoniste principali divise da una profonda inimicizia per il fatto di essere innamorate dello stesso uomo si stia rivelando come una delle scelte più controproducenti possibili per questo show. E non è tanto la presenza della componente etero a dare fastidio (anche se a noi sicuramente non può fare piacere) quanto proprio il fatto che il loro rapporto di estremo antagonismo, che sfocia in continue liti ed isterismi, stia finendo per renderle tremendamente sgradevoli, esattamente come le loro interazioni, che hanno ormai superato il limite della sopportabilità. Negli ultimi episodi sono arrivato al punto che quando Yuri e Megumi iniziano a discutere (cosa che avviene almeno un paio di volte a puntata) mi ritrovo a mettere in muto l’audio del mio PC nell’attesa che finiscano, in parte per salvaguardare le mie orecchie, ma in parte anche perché di tutto ciò che riguarda loro due non me ne frega assolutamente nulla. Per assurdo le due ragazze funzionano molto meglio quando devono ricoprire il ruolo di pacieri, aiutando le altre coppie di ragazze a superare eventuali incomprensioni e dissidi. Il loro intervento è stato infatti fondamentale per cementare l’unione tra le due componenti del Team Suzuka (quanto avrei voluto che fossero loro le protagoniste di Two Car!!) e con ogni probabilità si apprestano ora a fare lo stesso tra la coppia sadomaso. Ho usato la parola “coppia” non a caso, poiché (tolte Yuri e Megumi) la sensazione che abbiamo avuto fino ad ora è che tutti gli altri equipaggi di Two Car siano coppie più o meno esplicite, con grosse probabilità che il cast si riveli full-lez ad eccezione dei due main character. Una situazione che dunque giustifica ampiamente la visione di questo show spalancandogli le porte all’ inserimento nella categoria degli Anime ad Elemento Yuri Secondario Importante. Certo, se poi avvenisse anche l’improbabilissima redenzione di Yuuri e Megumi allora si aprirebbe uno scenario totalmente nuovo. Il mio suggerimento tuttavia è di non contarci troppo e di godervi come sto facendo io tutti gli altri pairing, che ci hanno già regalato non poche soddisfazioni.

Si conclude così questa rubrica di novembre dedicata all’apertura della stagione autunnale, un’edizione sicuramente pregna di contenuti e di spunti di discussione a dispetto di un numero di opere piuttosto contenuto e di una presenza dell’elemento yuri tutto sommato abbastanza scarna rispetto al più recente passato, sebbene ci sia il meraviglioso Konohana Kitan a tenere alta, anzi altissima, la nostra bandiera!

Appuntamento a dicembre dunque, per un nuovo punto della situazione nel quale inizieremo a parlare anche di Yuuki Yuuna, o meglio, di Sumi Washio, lo show che in questi giorni ci sta letteralmente sconvolgendo a più riprese. Se volete conoscerne i motivi non vi resta che farvi trovare pronti qui fra un mesetto circa. A presto e come sempre…

Stay Hungry, Stay Yuri!

NOTA: Il presente articolo è stato pubblicato in data 4 agosto sul Crystal Lily, nella nostra rubrica dedicata alle Novità Yuri 2017. Per commenti e opinioni ti invitiamo a raggiungerci nel nostro forum!

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It’s finally done! As you can read, my next page for  Kokoro No Kinu is finally finished! It took longer than usual because of school, mainly my CG Character Production class project has taken a lot of my creativity, I’ve been chronicling my process of that on my site as well, so check it out!

Anyway, I now give you the next page to Kokoro No Kinu chapter 3!

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As you know, this assuredly puts us past the half-way mark for this chapter, yay! This chapter has taken over a year to make, mainly because of multiple horrible creative blocks lasting months at a time, schoolwork and life has gotten in the way of my progress.

I keep wanting to increase my productivity on this, but the reality is that right now this is basically a side project that I am freely doing, and things like school, where I actually get most of my stabilizing income comes from, takes president to my side work.

This is also why I’m not currently working my ass off trying to make Magicka Mechanica like I would want either. It, at this time, would just be another non-paying side project.

I’m not saying this to complain, I’m just giving you my situation and why it’s taking so long to finish these pages.

Either way, here is my contact lists, in case anyone wants to get in touch, or follow me on other platforms!

Facebook: https://www.facebook.com/Umedyn/
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You can also donate to my art on Patreon
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I will work hard to make my next page come out faster than this one.

-Umedyn

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Koi to Uso

Genre Tags: Drama, Romance, School

Seasons/Episodes: 12

Synopsis: In a futuristic society, Japan has implemented a complex system referred to as “The Red Threads of Science” to encourage successful marriages and combat increasingly low birthrates. Based on a compatibility calculation, young people at the age of 16 are assigned marriage partners by the government, with severe repercussions awaiting those who disobey the arrangement. For Yukari Nejima, a teen that considers himself average in every way, this system might be his best shot at living a fulfilling life.

However, spurred by his infatuation for his classmate and long-time crush, Misaki Takasaki, Yukari defies the system and confesses his love. After some initial reluctance, Misaki reciprocates his feelings in a moment of passion. Unfortunately, before the two can further their relationship, Yukari receives his marriage notice. He is then thrown into a confusing web of love and lies when his less-than-thrilled assigned partner, Ririna Sanada, becomes fascinated with his illicit romance.

Plot Rating:  8/10

Character Development Rating: 7/10

Progression Rating: 7/10

Animation Rating: 8/10

Conclusion Rating: 7/10

Technical Overall Rating (based on average of above ratings): 7.4/10

*This rating is unbiased and based completely on the honest ratings for each category and so may often be lower than my personal rating. This is the rating you’d probably like to go by when deciding if you’ll watch a series or not, unless my explanation for my personal rating of why it deserved a better rating is one you agree with

Personal Overall Rating (based solely on my personal enjoyment): 8/10

*This rating is totally biased and based completely on my personal feelings of the anime. This will often be higher than the technical rating because sometimes I love certain series despite them being kind of bad. My reasons for the higher rating will often be given here or in the GC.

Should You Watch: If you liked Kuzu no Honkai, you’d probably like this too.

General Comments: Watching the first few episodes of this immediately will give you a sense of deja vu if you watched Kuzu no Honkai (Scum’s Wish) as the basic theme is similar, but Koi to Uso is by no means a copy cat. Koi to Uso has a very unique plot that I actually found interesting, but it’s complicated relationship dynamics is where the real comparison lies.Where Kuzu had a love triangle, this had more of a love square. I kind of liked it though, because it kind covered all sides of the love spectrum. There’s a guy who likes a guy, a girl who likes a guy and a girl and a girl and a guy who like each other, but the guy also likes another girl. It’s a complicated messy web just the same, but where they really start to diverge is the finale. Where Kuzu had a more bittersweet ending, Koi had more of a an open ending. This wasn’t surprising considering the circumstances and I may even say I liked it, except there is one problem that it also shares with Kuzu. The openly gay character always draws the short end of the stick.

Overall, I found Koi to Uso a good treat for my romantic cravings, but as a whole, I liked Kuzu no Honkai more and thought it was far superior. Koi isn’t a bad watch though, so if you like romantic dramas, definitely give it a go.

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Princess Principal

Genre Tags: Action, Mystery

Seasons/Episodes: 12

Synopsis: The stage is set during the 19th century London, in its capital where a wall divides the east and west of the Kingdom of Albion. Five high school girls, who enrolled in the prestigious Queens May Fair School, are involved in spy activities that involve disguise, infiltration, car chase, and more. These girls take advantage of their special abilities and fly around the shadow world.

Plot Rating: 9/10

Character Development Rating: 8/10

Progression Rating: 8/10

Animation Rating: 8/10

Conclusion Rating: 9/10

Technical Overall Rating (based on average of above ratings): 8.4/10

*This rating is unbiased and based completely on the honest ratings for each category and so may often be lower than my personal rating. This is the rating you’d probably like to go by when deciding if you’ll watch a series or not, unless my explanation for my personal rating of why it deserved a better rating is one you agree with

Personal Overall Rating (based solely on my personal enjoyment): 11/10

*This rating is totally biased and based completely on my personal feelings of the anime. This will often be higher than the technical rating because sometimes I love certain series despite them being kind of bad. My reasons for the higher rating will often be given here or in the GC.

Should You Watch: If you like the idea of Steampunk Spy Girls being Bad@ss, yes!

General Comments: Honestly, PriPri is probably the most underrated anime this season. It probably got overshadowed by the other great things this season and while I can admit that it’s technically not above certain other shows this season, it was the most unique, original and enjoyable. However, this is an opinion that can be nothing less than subjective as it is for me and my absolute adoration for it comes down to three basic things. It’s got a Military/Spy theme, it’s got badass moe girls and it’s got yuri. Those who know me know shows with these three things are like catnip to me and adding in the steampunk ascetic and an interesting story, I’m in love. This is my number one of the season on a personal level, but I’m sure that there are other shows that are technically the best of the season (Made in Abyss). PriPri isn’t perfect technically speaking, but personally I can’t get enough and I’ll be singing it’s praises for quite a while. I pray it’ll have a second season soon. If you liked Izetta, you will love this too, as it’s similar. So I highly recommend it, but if you’re of the type who dislikes a female-centric plot with no male MC, stay away.

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Made in Abyss

Genre Tags: Sci-Fi, Adventure, Mystery, Drama, Fantasy

Seasons/Episodes: 13

Synopsis: The Abyss—a gaping chasm stretching down into the depths of the earth, filled with mysterious creatures and relics from a time long past. How did it come to be? What lies at the bottom? Countless brave individuals, known as Divers, have sought to solve these mysteries of the Abyss, fearlessly descending into its darkest realms. The best and bravest of the Divers, the White Whistles, are hailed as legends by those who remain on the surface.

Riko, daughter of the missing White Whistle Lyza the Annihilator, aspires to become like her mother and explore the furthest reaches of the Abyss. However, just a novice Red Whistle herself, she is only permitted to roam its most upper layer. Even so, Riko has a chance encounter with a mysterious robot with the appearance of an ordinary young boy. She comes to name him Reg, and he has no recollection of the events preceding his discovery. Certain that the technology to create Reg must come from deep within the Abyss, the two decide to venture forth into the chasm to recover his memories and see the bottom of the great pit with their own eyes. However, they know not of the harsh reality that is the true existence of the Abyss.

Plot Rating: 9/10

Character Development Rating: 8/10

Progression Rating:  9/10

Animation Rating: 9/10

Conclusion Rating: 10/10

Technical Overall Rating (based on average of above ratings): 9/10

*This rating is unbiased and based completely on the honest ratings for each category and so may often be lower than my personal rating. This is the rating you’d probably like to go by when deciding if you’ll watch a series or not, unless my explanation for my personal rating of why it deserved a better rating is one you agree with

Personal Overall Rating (based solely on my personal enjoyment): 10.5/10

*This rating is totally biased and based completely on my personal feelings of the anime. This will often be higher than the technical rating because sometimes I love certain series despite them being kind of bad. My reasons for the higher rating will often be given here or in the GC.

Should You Watch: Absolutely! No questions asked.

General Comments: Every season, there’s that one anime that not many people pay attention to at first, but then it has an amazing premier and keeps getting better as it goes, to end with a stunning finale and becomes the dark-horse of the season. Yes, Made in Abyss is it. It blew any expectations I had far out the water and might be one of the best anime I’ve seen of it’s kind. It’s literally a masterpiece and I can’t find fault in anything it’s done, except perhaps the over sexualization of children in parts, but even that can be forgiven when the remaining content and the plot is that amazing. The feels were strong in this one and there may be moments not for the feint hearted, but it’s not so much so that it can’t be enjoyed. Although the season wrapped things up in a nice bow, I really hope we’ll see it continue on in a second season, as I’m not ready to ascend from the depths of the abyss just yet. Please watch this show, you won’t regret it.

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