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Category: Autunno 2017

Category: Autunno 2017

Cari amici e care amiche del Crystal Lily, siamo arrivati al penultimo appuntamento di questa edizione della nostra rubrica targata 2017. Soltanto quattro settimane (con altrettanti episodi) ci separano infatti dalla fine della stagione autunnale, che manderà definitivamente agli archivi un’altra annata decisamente movimentata e piena di soddisfazioni per quanto riguarda lo yuri e il mondo degli anime al femminile in generale. E come d’obbligo dunque, prima che gli anime entrino nella loro fase conclusiva, ci fermiamo un attimo per fare un nuovo punto della situazione di modo da valutare quanto fatto da essi fin qui, ma soprattutto cosa possiamo attenderci da questo ultimo scorcio di stagione.

Bilancio anime in corso

Yuuki Yuuna wa Yuusha de Aru: Washio Sumi no Shou – Voto: 8,5. Come ho più volte ammesso non sono un grandissimo fan dei prequel, poiché a mio modo di vedere il fatto che si sappia già come si concluderà la storia non solo obbliga gli autori a dare vita ad un’opera che per larghi tratti è già incanalata, ma spesso e volentieri finisce anche per togliere allo spettatore quel certo pathos che si può provare solo quando ci si trova di fronte a degli eventi dall’esito incerto. Eppure Washio Sumi’s Chapter riesce nell’impresa di emozionarci come non mai e lo fa sfruttando in modo divino l’unica vera arma a sua disposizione: i personaggi. Nell’arco di soli sei episodi quest’anime è riuscito infatti a farci innamorare delle sue protagoniste, per poi colpirci al cuore nel modo più crudele possibile. Vi giuro che ho provato in tutti i modi a non affezionarmi a Sumi, Sonocchi e Gin, ben sapendo quello che le avrebbe attese, ma alla fine sono stato costretto a cedere: troppo bella la loro amicizia, troppo divertenti le loro interazioni e soprattutto troppo, troppo dolci i loro caratteri. E’ davvero impossibile non arrivare ad adorare queste ragazze e allo stesso tempo farci trovare pronti nel momento in cui prende vita il loro tragico e ineluttabile destino. Una sorte che arriva fulminea, forse anche nel momento più inatteso, e che ci colpisce con una violenza inaudita, un autentico pugno allo stomaco che ci ha lasciato senza fiato e di fronte al quale abbiamo realizzato immediatamente che non avremmo mai potuto essere preparati.

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Si, perché anche se avevamo messo in conto la tragedia mai avremmo potuto immaginare che quest’anime avrebbe dato vita ad alcune delle scene più brutali nella storia dei mahou shoujo, E se si considerano da un lato la giovanissima età delle protagoniste, dall’altro il contrasto generato dalla spensieratezza delle loro scene di vita quotidiana, questa cosa lascia ancora più sbigottiti. Dopo la prima serie avevo accusato quest’anime di essere un poser, uno show che faceva soltanto finta di essere dark per poi ritirare la mano al momento più opportuno. Ebbene, Washio Sumi’s Chapter mi ha smentito totalmente, dimostrando che Yuuki Yuuna wa Yuusha de Aru ha tutte le carte in regola per essere considerato a pieno titolo un esponente del genere inaugurato nel 2011 da Madoka Magica. Non solo, ma questo sequel ha anche dato un senso a molte delle vicende viste nella prima stagione, che ora ci appaiono sotto una luce totalmente diversa, oltre ad aver fatto chiarezza su alcuni elementi che non ci avevano convinto appieno, su tutti la presenza del fairy system. Quest’ultimo in particolare ci era sembrato un semplice escamotage introdotto allo scopo di giustificare la plot armor delle protagoniste, ma ora che sappiamo quali sono state le vicende pregresse che hanno portato alla nascita dell’attuale sistema di protezione di cui sono dotate Yuuna e le sue compagne possiamo affermare tranquillamente che non è così. Spero davvero che tutto quello che abbiamo visto di positivo in Washio Sumi no Shou possa essere messo a buon frutto in Yuusha no Shou, il sequel che sta iniziando proprio in questi giorni.

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Personalmente non mi aspetto che la nuova stagione raggiunga le punte di drammaticità viste in quest’anime, anche perchè sappiamo bene che rispetto ad un prequel i personaggi (per ovvi motivi) sono più difficilmente “spendibili”, tuttavia il “credito di credibilità” che gli autori si sono costruiti con Washio Sumi’s Chapter è tale da giustificare ampiamente qualche concessione alla storia, senza che queste rischino di andare ad intaccare quell’alone di eroismo che permea le vicende di quest’anime. E’ difficile parlare di yuri di fronte alle vicende di Washio Sumi’s Chapter, che pone davanti a tutto la bellissima amicizia a tre fra Tougo, Gin e Sonocchi. Personalmente preferisco attendere l’inizio della serie originale (che in questi giorni sto riguardando per rivivere le vicende dello show in ordine cronologico) così da shippare Yuuna e Tougo e utilizzare invece le vicende del prequel per scoprire il background di quest’ultima, conoscere la sua io del passato e rivivere con lei il legame con le sue amiche d’infanzia. Sicuramente è un viaggio che vi farà affezionare ulteriormente sia a Tougo, sia al personaggio che nella nuova stagione arriverà (o meglio tornerà) ad affiancare le nostre eroine nella loro battaglia conclusiva contro i Vertex.

Love Live! Sunshine!! – Episodi 5-8 – Voto: 6,5. La seconda serie di Love Live! Sunshine!! continua a non convincermi appieno, un sentimento che è condiviso da una buona fetta delle community, che in questo periodo è piuttosto divisa nel valutare le vicende che si sono concretizzate in questa fase centrale di stagione. Qualcuno applaude infatti alla scelta degli autori di spezzare il sogno delle Aqours di salvare la loro scuola lasciandole così con il solo obbiettivo del Love Live!, la cui vittoria a questo punto assumerebbe solo ed esclusivamente un valore dal punto di vista morale, visto che comunque andrà a finire, le sorti della Uranohoshi, a meno di clamorosi colpi di scena, sembrerebbero essere già segnate. Con questa decisione si va a concretizzare il definitivo distacco delle Aqours dalle µ’s, e viene ribadito in modo chiaro e netto la contrapposizione fra quello che vuole essere rappresentato come un gruppo di ragazze normali, e sotto sotto anche un po’ perdenti, rispetto ad un gruppo di protagoniste vincenti ed infallibili, ma forse per questo anche meno umane e credibili. E giusto per avere un metro di paragone basta vedere le differenze tra le due leader, Honoka e Chika: mentre la prima era di fatto una via di mezzo tra una school idol e una figura mitologica dotata di poteri paranormali (tra i quali annotiamo la capacità di cambiare il tempo atmosferico a suo piacimento o di viaggiare nel tempo incontrando la sé stessa del futuro), la seconda rischia quasi di finire all’ospedale nel tentativo di imparare un backflip e ha bisogno del supporto costante delle sue due migliori amiche per superare le sue continue incertezze.

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Una scelta nel segno della discontinuità dunque, e per questo sulla carta corretta, ma che lascia un bel po’ di dubbi sulla sua esecuzione. Tanto per cominciare infatti, molti fan, me incluso, hanno storto un po’ il naso di fronte alla scena del mancato raggiungimento della quota di applicazioni necessarie a salvare la scuola, che sotto molti aspetti è apparsa come una forzatura bella e buona. Partiamo dal presupposto che già l’idea di partenza è sballata: veramente volete farmi credere che basta una buona prestazione al Love Live! (per quanto amato e popolare) per convincere una marea di adolescenti a trasferirsi in una scuola (e dunque in una città) situata, perdonatemi il termine, in culo ai lupi? Questa cosa poteva avere una certa fondatezza nella serie originale, che era ambientata a Tokyo, ma non certo nello sperduto, per quanto bellissimo, villaggio di pescatori dove vivono le Aqours. Giusto dunque che sia andata a finire come ben sappiamo, ma sbagliatissimo il modo in cui è stato inscenato il tutto con il ridicolo countdown fino alle 5 del mattino e soprattutto col raggiungimento di 98 applicazioni, che dava chiaramente ad intendere che sarebbero bastati 5 minuti in più per raggiungere la fatidica quota. Anzi, vi dirò di più e arrivati a quel punto vi chiedo di spiegarmi che differenza c’era fra 98 e 100. Esatto: nessuna! Capite che così facendo il fallimento di Chika e compagne finisce per non apparire più come la più logica delle conseguenze bensì come una scelta dovuta esclusivamente ad esigenze di trama, che per questo si deve concretizzare a priori visto che “E’ così che deve andare e punto!”.

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Sapete benissimo che sono da sempre molto critico nei confronti del dramma forzato, reputandolo uno degli elementi più odiosi e innaturali all’interno di una storia e su questa cosa non sono disposto a fare sconti a nessuno, nemmeno ad un anime che si chiama Love Live! Eppure sarebbe bastato così poco per dare un senso di naturalezza al tutto: sarebbe stato infatti sufficiente non far avvicinare nemmeno lontanamente le Aqours al loro obbiettivo, invece come già accaduto più volte si è voluto strafare, con il risultato di ottenere l’effetto opposto a quello che ci si era prefissati. L’altro aspetto su cui gli autori devono iniziare a fare molta attenzione è quello legato alla gestione dei singoli personaggi. Il tentativo di far apparire le Aqours più umane rispetto alle µ’s , dipingendole come delle comunissime ragazze che cercano di perseguire il loro obbiettivo a dispetto dei loro tanti difetti è una scelta ampiamente condivisibile ma non deve finire per dare vita a delle caricature. E’ giusto puntare sulla simpatia dei personaggi e dare spazio ad un minimo di comicità (elementi che da sempre costituiscono un punto di forza di questa serie) ma da qui a rischiare di scadere nel ridicolo il passo può essere molto breve. E sarebbe un errore davvero imperdonabile, in grado perfino di vanificare tutto quanto di buono si è fatto fin qui. Per fortuna che adesso ci siamo presi una piccola pausa di riflessione con il viaggio delle nostre beniamine nell’Hokkaido, in visita di cortesia alle amiche-rivali Saint Snow, che ci consente da un lato di prendere un bel respiro profondo prima di gettarci nell’attesissimo finale e dall’altro di tornare a goderci un bel po’ di quegli elementi che da sempre ci fanno amare alla follia quest’opera. Sto parlando ovviamente dello spirito di amicizia e dell’importanza dei legami personali che, uniti alla passione per tutto quello che rappresenta essere una idol, spingono le protagoniste a gettare ogni volta il cuore oltre gli ostacoli.

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Capitolo yuri: anche sotto questo punto di vista Love Live! Sunshine!! ha seguito un percorso totalmente diverso rispetto al suo predecessore. A differenza di Love Live! School Idol Project!, che aspettò il film conclusivo prima di fare qualche evidente concessione allo yuri, questo sequel era partito forte nella prima stagione focalizzandosi molto sui rapporti di coppia e dando vita ad almeno un paio di pairing molto ben definiti. Nella seconda stagione invece sembra che si sia voluto puntare maggiormente sullo spirito di gruppo e sui trii di amicizie, esattamente come era avvenuto nell’anime originale. Ed ecco dunque che You e Dia riprendono il loro posto “quasi alla pari” tra Chika e Riko e Mari e Kanan, mentre le ragazze del primo anno non hanno mai dato l’impressione di poter dare vita a dei pairing tra loro. Curiosamente dunque, l’elemento di maggior spicco di questa stagione si conferma essere il siscon, su cui ammetto che non mi sarei mai aspettato che gli autori decidessero di spingere così tanto, sebbene siano bravi a gestirlo in modo perfettamente innocente, di modo da non rischiare mai di poter dare adito a situazioni troppo compromettenti facendolo sempre rientrare in quello che i non-yuristi possono considerare un “semplice rapporto d’affetto” tra sorelle, anche se tutti noi sappiamo benissimo che le cose stanno diversamente! E nell’ultimo episodio, per la gioia del sottoscritto, oltre a deliziarci con un nuovo momento dal sapore profondamente sentimentale tra Ruby e Dia, hanno deciso di raddoppiare mettendo sotto la lente d’ingrandimento anche il legame che unisce Leah, la più giovane delle Saint Snow, alla sua sorella maggiore Sarah.

Konohana Kitan – Episodi 5-8 – Voto: 10, ma solo perché non è possibile salire ulteriormente! C’è poco da fare, quest’anime ha letteralmente conquistato il cuore di tutti gli appassionati per via delle bellissime storie che ogni settimana ci vengono narrate attraverso gli occhi di queste adorabili kitsune, storie sempre cariche di sentimenti e in grado di sorprenderci ogni volta con la loro originalità. Quello del Konohana, luogo di crocevia fra il mondo degli uomini e il regno degli spiriti, è un mondo fantastico ed imprevedibile, dove tutto può accadere e nel quale è estremamente facile rifugiarsi per lasciarsi trasportare dalle sue atmosfere da sogno. I personaggi, splendidamente guidati da quella che probabilmente è una delle protagoniste più dolci ed amabili di sempre, Yuzu, svolgono tutti un lavoro egregio nell’accompagnarci lungo questo viaggio a metà realtà e fantasia, pieno di creature fantastiche ma anche di personaggi profondamente umani che si mescolano tra loro con totale naturalezza, dando così vita ad un universo incredibilmente affascinante e sempre pronto a meravigliarci con qualcosa di nuovo. Spero davvero con tutto il cuore che Konohana Kitan possa ricevere il riconoscimento che si merita e soprattutto essere premiata dal pubblico a fine stagione poiché si tratta veramente di una gemma di rara bellezza.

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La nostra soddisfazione per l’ottimo risultato sul piano qualitativo di Konohana Kitan aumenta poi inevitabilmente per il fatto che si tratta di uno show dai forti contenuti yuri, sebbene vada specificato che non si tratta di un anime focalizzato esclusivamente su tale elemento. I momenti dedicati ai rapporti fra le protagoniste (e alle loro vicende personali) si alternano infatti ad altri spezzoni incentrati sulle vicende dei personaggi esterni, che si alternano nei vari episodi in qualità di ospiti del Konohana Kitan interagendo in vario modo con le protagoniste. In questo quadro così dinamico e variabile la parte del leone fino ad oggi l’hanno fatta sicuramente Ren e Natsume, che si sono ritagliate il ruolo di coppia principale di Konohana Kitan dando vita ai momenti di natura sentimentale più espliciti di tutto l’anime. Rispetto ai primi episodi invece abbiamo un po’ perso per strada Satsuki e Yuzu ma si tratta di una conseguenza inevitabile dovuta al ruolo ricoperto da quest’ultima, che essendo un po’ il centro gravitazionale attorno a cui ruotano tutte le storie e i vari personaggi, non può essere dedicata esclusivamente ad un singolo elemento come avviene invece nel caso di Ren e Natsume.

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Va detto comunque che il legame privilegiato che Satsuki vanta nei confronti di Yuzu balza sempre e comunque all’occhio e in ben più di occasione è stato possibile scorgerlo fra le righe, sebbene il picco più alto tra le due dal punto di vista romantico rimanga ancora quello visto nelle fasi iniziali dell’anime. La mia speranza è che da qua alla fine si trovi il tempo di dedicare alle due ragazze almeno un altro un momento tutto per loro, di modo da rinsaldare ulteriormente la loro unione, cosa che auspico anche per la “strana coppia”, ovvero Kiri e Sakura. Non vi nascondo peraltro che sono piuttosto curioso di scoprire cosa si cela dietro al legame fra le due, anche perchè rispetto a tutte le altre protagoniste non è stato ancora rivelato nulla del loro passato, men che meno le loro storie personali, una lacuna che sono convinto verrà colmata in uno di questi ultimi episodi.

Urahara – Episodi 5-8 – Voto: 6, ma rispetto a un mese fa ha un valore differente. Se nel mio precedente editoriale si trattava più che altro di un voto politico, dato quasi sulla fiducia, arrivati a questo punto della stagione possiamo infatti assegnare tranquillamente ad Urahara una sufficienza piena, frutto del buon lavoro fatto nella fase centrale di stagione. Le protagoniste sono state finalmente caratterizzate un pochino e adesso hanno una loro dimensione ben precisa e dei tratti personali in grado di spiccare un minimo. Certo, non stiamo parlando sicuramente di personaggi destinati a lasciare il segno, tuttavia se si considera quella sensazione di totale bidimensionalità che ci avevano trasmesso nei primi episodi si può tranquillamente affermare che sotto questo aspetto siano stati fatti non pochi progressi. Lo stesso discorso può essere fatto per la trama che non solo sembra aver preso una direzione logica ma addirittura, dalla seconda metà di stagione in poi, ha eseguito una svolta di centoottanta gradi ribaltando le sue atmosfere soft e quasi infantili per assestarsi su toni apparentemente più drammatici.

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Ovviamente è ancora presto per parlare di “svolta dark”, anche perché ribadisco che questo show non mi dà l’impressione di voler puntare particolarmente in alto e di conseguenza, più che una scelta dettata da chissà quali ambizioni, la mia sensazione è che si tratti semplicemente di un modo per dare un minimo di tono all’intera vicenda. Certo, mai dire mai, ma è fuori discussione che sarei molto sorpreso se Urahara non si dovesse rivelare il classico anime dal lieto fine scolastico. I problemi di quest’opera peraltro non sono stati tutti risolti: le animazioni continuano a lasciare piuttosto a desiderare così come il ritmo degli episodi, che ultimamente hanno dato la sensazione di essere fin troppo lenti con alcuni dialoghi ripetuti fino allo spasmo. I suoi punti di forza rimangono invece la veste grafica accattivante, grazie all’uso sempre strabiliante dei colori, e la sua dolcezza di fondo. Gli ultimi episodi ci diranno dunque se Urahara si rivelerà veramente la gemma nascosta della stagione oppure se lo potremo archiviare senza troppi rimpianti. L’unica certezza per ora sembra essere il suo inserimento nella categoria degli Anime a Cast Interamente Femminile visto che, come già anticipato il mese scorso, il rapporto fra le tre protagoniste è stato sviluppato esclusivamente sotto forma di un’ affettuosa, ma comunque semplice, amicizia.

Two Car – Episodi 5-8 – Voto: 5. Stessa formula della prima parte di stagione per Two Car, che prosegue imperterrito nella sua carrellata dedicata alle protagoniste, con dei mini-archi narrativi dedicati di volta in volta ad una delle coppie che costituiscono il cast di questo show, il tutto con risultati altalenanti che finiscono per renderlo sempre meno convincente. Tralasciando la questione della formula episodica, su cui ormai conoscete bene il mio pensiero, le gag ripetute praticamente all’infinito e la qualità non sempre eccellente dei singoli episodi, il problema principale è che ci troviamo di fronte all’ennesimo anime che sembra essere più che altro un’introduzione a quella che dovrebbe essere la serie vera e propria. Sì, perché (a meno di non avere a disposizione 50 episodi) o la costruzione dei personaggi si porta avanti di pari passo con tutti gli altri elementi dello show oppure quando arriva il momento di andare al dunque si scopre che siamo arrivati all’ultima puntata senza aver concluso praticamente nulla.

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Arrivati a questo punto della stagione ho già capito dove si andrà a parare con Two Car: dieci episodi introduttivi e trama principale risolta frettolosamente negli ultimi due episodi. Ne abbiamo già avuti di esempi simili in passato (cito un nome a caso: Ange Vierge) con i risultati che tutti quanti conosciamo bene. Opere come Two Car sono purtroppo l’esempio di come i palinsesti stagionali siano ormai infarciti di show tappabuchi, gestiti senza idee e con il solo obbiettivo di tirare a campare per 12 episodi facendo giusto il compitino per poi voltare immediatamente pagina così da dimenticarsene in fretta. Uno spreco di soldi, risorse ed energie che mi lascia basito, specialmente sapendo le difficoltà alle quali sta facendo fronte l’industria dell’animazione, che lamenta ormai da tempo carenza di manodopera nonchè ritmi lavorativi estenuanti per le troppe serie che vengono commissionate ad ogni stagione. Ecco, magari se si iniziasse a togliere di mezzo certa spazzatura, e a badare più alla qualità degli anime che non alla quantità sicuramente ne beneficerebbero tutti. Ma anche questo discorso ormai è trito e ritrito e pertanto a questo punto facciano come vogliono e continuino pure a propinarci certi flop come questo Two Car… contenti loro!

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Dopo l’inutilissimo arco narrativo dedicato alle gemelle dell’equipaggio Single Duet (davvero c’era bisogno di replicare lo stesso tipo di storia già portato avanti con le protagoniste principali?!) l’episodio che vede come protagoniste le due commentatrici delle gare (già perché ricordiamo che in teoria Two Car è un anime che parla di corse di sidecar) la situazione tra coppie yuri vs coppie di ebeti è fissata al momento sul punteggio provvisorio di 4-2 per le prime, con una predominanza quantificabile in un rapporto di 2 a 1 per lo yuri verso tutto il resto. Ed è forse questo l’unico motivo per sorridere quando si parla di quest’anime, nonostante la consapevolezza che il palcoscenico finale spetterà inevitabilmente a Yuri e Megumi e al loro “appassionante” triangolo amoroso per conquistare il cuore del loro coach senza viso. Speriamo solo che sia una cosa rapida e indolore, così che poi possano sparire alla stessa velocità con cui viaggia il loro sidecar!

Shoujo Shuumatsu Ryokou – Episodi 5-8 – Voto: 8. Non ho molto da aggiungere rispetto a quanto già detto il mese scorso in merito a quest’anime, su cui voglio però ribadire il mio invito a guardarlo assolutamente. Appare ormai chiaro che Shoujo Shuumatsu Ryokou vuole essere una grande allegoria sulla vita e sulla morte, oltre a portarci a riflettere su tutta una serie di questioni filosofiche legate alla condizione umana e a quanto siamo piccoli di fronte all’immensità dell’universo e allo scorrere inesorabile del tempo. Il mondo che attraversano Chito e Yuuri nel loro viaggio non sembra essere il nostro pianeta, ma i rimasugli di un’ immaginaria civiltà del futuro che si è lasciata alle spalle costruzioni mastodontiche e città costruite interamente in verticale. E la domanda che continuano a farsi a più riprese le nostre protagoniste mentre rischiano regolarmente la vita per raggiungere i livelli più alti di questa immensa metropoli fantasma, ovvero “Che cosa troveremo ad attenderci là in cima?” è un po’ una metafora dei dubbi esistenziali che attanagliano l’anima dell’uomo, da sempre alla ricerca di risposte e di un luogo verso cui andare, anche nel momento in cui è palese che non ce ne siano. Ma allo stesso tempo è anche vero che fermarsi equivale comunque a morire ed è proprio questo il pensiero che spinge le nostre eroine ad andare avanti con tenacia, di modo da ricordare a tutti noi che ci sarà sempre qualcosa di bello da qualche parte per cui vale la pena proseguire in questo viaggio, per quanto quest’ultimo possa sembrare senza speranza e a prescindere da qualunque cosa ci attenderà alla meta. Ammesso e non concesso che esista davvero una meta. Gli ultimi minuti dell’ottavo episodio hanno reso sicuramente Chito e Yuuri più shippabili rispetto a quanto visto fino a quel momento, tuttavia per adesso rimango fermo sulla stessa posizione del mese scorso, ovvero quella di considerare il loro rapporto come una mutuale simbiosi che rimane però confinata nei confini di una semplice amicizia, per quanto indubbiamente profonda.

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E con Chito e Yuuri si conclude questo penultimo editoriale dell’anno, che ci avvicina a tutta una serie di appuntamenti davvero importantissimi. La prossima volta che ci ritroveremo sarà infatti per presentare la stagione inaugurale del 2018, che si aprirà subito con il botto più grande ovvero quel Citrus che attendevamo con ansia da anni e che sappiamo benissimo potrebbe anche cambiare per sempre la storia del genere Yuri. Seguirà poi l’editoriale conclusivo di questa stagione autunnale, i cui giochi sono ancora aperti su diversi fronti. Infine, come sempre, ci sarà l’immancabile appuntamento con i Crystal Lily Awards, in un’edizione che per l’ennesima volta si prospetta essere davvero incerta, con tantissimi premi (alcuni alche molto importanti) ancora perfettamente in bilico.

Arrivederci a presto, e che lo Yuri sia sempre con voi!

NOTA: Il presente articolo è stato pubblicato in data 29 novembre sul Crystal Lily, nella nostra rubrica dedicata alle Novità Yuri 2017. Per commenti e opinioni ti invitiamo a raggiungerci nel nostro forum!

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Cari amici e care amiche del Crystal Lily, benvenuti all’edizione di novembre della nostra rubrica dedicata alle Novità Yuri 2017, il primo dei tre appuntamenti riservati agli anime della stagione autunnale, l’ultima di un’annata che fino ad oggi non è stata certamente avara di soddisfazioni. Non fa eccezione nemmeno la stagione in corso, sebbene dopo l’incredibile scorpacciata estiva sia inevitabile avere la sensazione che questa sia un pochino più leggera a livello di contenuti. In realtà ciò è vero solo in parte, poiché a volte bastano solo una o due opere con i giusti connotati per riempire un’intera stagione e farci comunque sentire realizzati, e tra gli anime in corso i candidati a ricoprire tale ruolo sono sicuramente più di uno. Andiamo dunque a vedere quali sono e chi fra essi si è distinto maggiormente in questo scorcio iniziale d’autunno.

Bilancio anime in corso

Prima di cominciare faccio una piccola premessa. Nell’ editoriale di questo mese non troverete traccia della seconda stagione di YuYuYu poiché ho deciso di seguire la tendenza del fandom, ovvero quella di considerare le due parti da cui è composta come due anime separati. Ciascuno di essi verrà dunque valutato come opera a sé, con un solo bilancio alla fine dei rispettivi 6 episodi da cui sono composti. Nella rubrica di dicembre troverete dunque le mie valutazioni su Washio Sumi no Shou, il prequel attualmente in corso che si concluderà a metà mese, mentre a stagione terminata stilerò il bilancio dei sei episodi rimanenti che andranno a comporre la serie denominata Yuusha no Shou e che costituiranno la seconda stagione vera e propria di Yuuki Yuuna is a Hero.

Konohana Kitan – Episodi 1-4 – Voto: 9. Chi come me ha alle spalle anni e anni passati a leggere centinaia (se non addirittura migliaia) di pagine di Yuri Hime non potrà non aver provato un immediato senso di familiarità nel vedere Konohana Kitan. Quelle atmosfere delicate e leggere che ci fanno sentire come se fossimo a casa, quella profusione di sentimenti che ci avvolgono nella loro dolcezza e quella sensazione di assoluta purezza che permea ogni elemento dell’anime costituiscono la vera essenza di fondo di questo genere a noi così caro. Konohana Kitan è una delle più limpide espressioni del genere yuri mai viste fino ad oggi, uno show di cui per anni abbiamo sentito la mancanza e di cui forse avevamo bisogno ben più di quanto non pensassimo per rinsaldare i legami con le nostre origini dopo tanto, forse troppo, tempo trascorso tra surrogati e derivazioni di ogni tipo. E il bello è che Konohana Kitan non si sta limitando a rendere felici solo noi yuristi ma sta raccogliendo consensi un po’ dovunque per le sue qualità come anime a livello generale.

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Piacciono infatti le sue protagoniste, così dolci e carine ma allo stesso tempo terribilmente divertenti , piacciono le sue atmosfere idilliache e la sua collocazione a metà tra sogno, folklore e fantasia ma soprattutto piace la sua capacità di coniugare in modo pressoché perfetto i numerosi elementi che lo caratterizzano, bilanciando così tra loro aspetti apparentemente distanti quali comicità, dramma e sentimento. Konohana Kitan è un anime in grado di farci passare da momenti di divertimento totale nei quali ci fa ridere a crepapelle ad altri dove riesce ad emozionarci profondamente arrivando addirittura in certe occasioni a farci commuovere, il tutto in modo perfettamente naturale, senza mai perdere la sua leggerezza, ma soprattutto senza darci quella fastidiosa sensazione di “sbalzo umorale” che in passato abbiamo provato con certi altri show. Al contrario, tutte le emozioni che quest’anime ci regala costituiscono un flusso armonioso da cui è estremamente facile lasciarsi trasportare.

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Konohana Kitan è un anime che incarna come pochi la filosofia dello yuri ed è la dimostrazione di quello che da anni andiamo ripetendo fino alla nausea, talvolta anche invano, ovvero che la componente fisica, per quanto sicuramente non ci dispiaccia quando è presente, non è fondamentale per dare vita ad un rapporto di natura esplicita. Al momento la situazione dal punto di vista sentimentale vede la presenza di una coppia conclamata, vale a dire Ren e Natsume, e di un’altra che definiamo “work in progress”, con Satsuki che sicuramente è sulla buona strada per innamorarsi della dolce Yuzu. Ma a quanto pare anche le altre due protagoniste principali, ovvero Kiri e Sakura, sembrerebbero essere in una relazione sentimentale sebbene la questione, almeno per il momento, sia stata solo vagamente accennata. Chissà se in futuro ci verrà rivelato qualcosa di più sul loro legame, ma intanto godiamoci queste altre due coppie che già da sole sono davvero tanta roba!

Urahara – Episodi 1-4 – Voto: 6, ma ammetto candidamente che questa valutazione non riflette il mio effettivo indice di gradimento di questo show, che è in realtà molto più alto. Tuttavia è fondamentale partire dalle considerazioni oggettive e parto subito col dire che per molti aspetti è difficile (almeno per il momento) poter considerare Urahara un bell’anime: la sua trama, per quanto volutamente surreale, sembra non avere né capo né coda e i vari avvenimenti della storia si succedono senza alcuna logica apparente. La caratterizzazione dei personaggi poi è quasi del tutto inesistente e le protagoniste sono totalmente piatte e bidimensionali. La prima impressione che si ha guardando Urahara è quella di assistere a uno show ispirato ai mahou shoujo per bambini, in una sorta di effetto volutamente naif o, se preferite, un “falso artistico” di cui ancora non si capisce lo scopo, ammesso e non concesso che quest’opera ce l’abbia davvero uno scopo. Tuttavia è innegabile che quest’anime abbia un fascino misterioso e qualcosa in grado di catturare lo spettatore, al punto che una volta che lo si è iniziato è quasi impossibile abbandonarne la visione.

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Cosa sia questo qualcosa è davvero difficile stabilirlo: forse è la sua capacità di catturare lo sguardo e di rapire la mente grazie al suo stile unico e coloratissimo, forse è quella sensazione di dolcezza che traspare un po’ dovunque, forse è per via delle protagoniste, che saranno sì un po’ piatte, ma allo stesso tempo sono anche così dannatamente stilose. O forse è semplicemente la malsana, masochistica curiosità di volere a tutti i costi capire dove si voglia andare a parare con questa roba. Sta di fatto che a un certo punto sono arrivato quasi a ipotizzare che quest’anime sia in realtà una nuova forma di droga poiché, ripeto, apparentemente non c’è davvero alcuna spiegazione logica in grado giustificare il piacere che si prova nel guardarlo. Non c’è nemmeno yuri, visto che il rapporto fra le tre protagoniste è sviluppato sotto forma di una solida ed affettuosa amicizia, e per come è impostato lo show credo che ben difficilmente ci potrà mai essere spazio per tale elemento. Eppure…

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Spesso e volentieri si dice che la sostanza conta più dell’apparenza. Ebbene, Urahara è una delle rarissime eccezioni a questa regola e nel suo caso sembra quasi che l’apparenza sia più che sufficiente a compensare l’attuale mancanza di sostanza. Se (e fino a quando) questo incantesimo sia destinato a durare ovviamente non mi è dato di saperlo tuttavia penso che prima o poi quest’anime sarà costretto a togliere la maschera e a svelare una volta per tutte il suo vero volto. Non sono in grado di dirvi se ve lo consiglierei o meno, anche se sono sicuro che quello che vi ho appena raccontato probabilmente avrà acceso la vostra curiosità. Se decidete però di provarlo fate attenzione, poiché vi assicuro che dà dipendenza. Non ditemi poi che non vi avevo avvisato!

Shoujo Shuumatsu Ryokou – Episodi 1-4 – Voto: 8. Se fino ad oggi non avevate mai pensato che un anime ad ambientazione post apocalittica potesse essere tenero e rilassante allora dovete proprio dare un’occhiata a Shoujo Shuumatsu Ryokou. Uno show dolcissimo e toccante, capace di toccare delle vette di poesia davvero altissime, portando lo spettatore a riflettere su tutta una serie di argomenti spesso anche molto profondi. Due giovani ragazze, semplici e per certi aspetti anche piuttosto ingenue, costrette ad affrontare da sole un mondo sconosciuto e completamente in rovina, alla ricerca non solo del necessario per sopravvivere, ma spesso anche di una ragione per cui valga la pena di continuare a vivere. E così le vediamo muoversi tra macerie e città fantasma, due minuscoli puntini nella vastità di un universo ignoto, un universo che però, a differenza di molti altri anime dallo scenario simile, non sembra nascondere delle vere e proprie insidie, ponendosi più che altro come un osservatore silenzioso ed imponente, e i cui immensi relitti altro non sono se non l’ultima testimonianza di una civiltà che ormai è sparita per sempre. C’è un velo di profonda malinconia a permeare le vicende di Shoujo Shuumatsu Ryokou, un silenzio assordante che viene rotto solo dal passaggio della Kettenkrad, l’inseparabile motocicletta corazzata che Chito e Yuuri utilizzano per i loro spostamenti.

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Allo stesso tempo però non sembra esserci mai troppa disperazione o tristezza nell’animo delle due protagoniste poiché su di esse prevarica sempre la loro voglia di esplorazione, quella fame di scoperta (o per meglio dire di riscoperta) che rappresenta la loro vera scintilla vitale, alla quale va poi aggiunto l’altro elemento imprescindibile per la loro esistenza, ovvero la costante e reciproca presenza. Le due ragazze infatti sono piuttosto agli antipodi come carattere ma proprio per questo motivo finiscono per completarsi a vicenda. Chito è pacata, razionale e riflessiva, possiede una buona cultura ed è sicuramente quella più dotata sul piano spirituale. Yuuri al contrario è un autentico concentrato di ignoranza: rozza, analfabeta e dai modi spicci, preferisce usare la forza bruta piuttosto che il cervello. Una simile miscela non può ovviamente che generare frequenti bisticci e discussioni ma allo stesso tempo finisce per rendere indispensabile per ognuna la presenza dell’altra. Nonostante quella fra loro sia un’autentica simbiosi, il rapporto fra Yuuri e Chito non è stato impostato in chiave yuri bensì sotto forma di un’autentica amicizia. Tra le due ragazze c’è un forte cameratismo e un affetto che ha chiaramente delle radici molto profonde, pur non sviluppandosi mai in chiave romantica. Così come Urahara dunque, anche Shoujo Shuumatsu Ryokou sembra essere orientato verso la categoria degli Anime a Cast Femminile.

Love Live! Sunshine!! – Episodi 1-4 – Voto: 7. Diciamolo chiaramente: per usare un’espressione presa in prestito dall’ambito commerciale Love Live! è un prodotto che “si vende da solo”. Sarà per quell’aura mistica che ormai lo circonda, sarà per le sue tematiche che poco alla volta sono diventate un vero e proprio marchio di fabbrica, sarà per la bellezza intrinseca dei suoi elementi, insomma, qualunque sia il segreto che c’è dietro questa sua formula magica, Love Live! è uno show che nasce vincente e che per questo non potrà mai non piacere. Ma forse è proprio per questo motivo che gli autori si sentono ogni volta in dovere di dare qualcosa di più, con il rischio inevitabile di finire talvolta per strafare. E’ il caso ad esempio della seconda puntata, nella quale si è voluta forzare a tutti i costi una coesione tra le protagoniste, in seguito a quella che è stata una vera e propria dichiarazione d’intenti, col risultato di dare vita ad un episodio indubbiamente divertente ma allo stesso tempo davvero molto poco spontaneo. Ancora peggio è andata poi con il terzo episodio, nel quale si è superato davvero troppo il limite dell’inverosimile finendo così per sminuire l’impatto emotivo di un passaggio chiave della storia. Questo show ha sempre fatto delle piccole concessioni alla fantasia (chi ad esempio non ricorda la scena in cui Honoka fece smettere di piovere urlando?), tuttavia se quei momenti tutto sommato potevano essere letti in chiave puramente metaforica la stessa cosa non si può dire per il fatto di aver visto un gruppo di ragazze fare un’audizione pubblica, percorrere non si sa quante decine di chilometri correndo e poi avere ancora le forze per fare una seconda esibizione. OK la gioventù e la stamina, ma stiamo parlando di idol o di triathlete? Anche sotto questo punto di vista dunque si è voluta forzare un po’ troppo la mano con la questione del “miracolo”.

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Eppure dovrebbero ricordarsi benissimo che il vero “miracolo”, quello fatto con la prima serie, nacque proprio grazie alla spontaneità della sua storia e al modo totalmente naturale con il quale si formarono tutte le alchimie necessarie a dare vita a quello straordinario risultato. Ma fu una combinazione che nacque quasi per caso, non certo programmata a tavolino, e che, come avviene sempre quando un’opera raggiunge dei livelli di successo inimmaginabili, fu probabilmente figlia di un mix di elementi che includevano sì una certa quantità di bravura, ma anche una bella dose di fortuna. E se è vero che da un lato con quella leggenda ci si deve bene o male confrontare è anche vero che la ricerca a tutti i costi del colpo ad effetto finisce purtroppo col sortire l’effetto opposto, ovvero quello di dare vita a dei confronti che, per il bene di questo show, è meglio evitare. Meglio dunque concentrarsi su ciò che queste ragazze hanno da offrire, che non è sicuramente poco, e lasciare che le cose seguano il più possibile il loro corso naturale. In sostanza proprio quello che è avvenuto nel quarto episodio, dove finalmente si è tornati a lavorare sulla crescita dei personaggi e su quello che deve diventare il primo obbiettivo di questa serie, ovvero quello di dare alle Aqours un’impronta tutta loro, che sia quanto più possibile unica ed originale. Ed è solo attraverso questo processo di forgiatura di una vera anima per le Aqours che sarà davvero possibile capire dove queste ultime potranno arrivare, ma è una cosa che si può scoprire solo cammin facendo e che non può (né deve) essere stabilita a priori.

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Mi rendo conto che forse questo giudizio potrebbe sembrare più duro di quanto in realtà non sia, anche perché, come già detto, Love Live! Sunshine!! è un anime altamente godibile e pieno di momenti divertenti, tuttavia è risaputo che quando su uno show ci molto aspettative si tende sempre ad alzare l’asticella, pretendendo ogni volta da lui il meglio. E in ogni caso siamo solo all’inizio, la partenza è stata buona, forse non ottima ma comunque incoraggiante, le canzoni poi, come sempre, sono bellissime! Ricordo peraltro che nemmeno i primi episodi di Love Live! School Idol Project! S2 furono poi così strabilianti, con la vera svolta che arrivò solo a partire da metà stagione. Attendiamo dunque fiduciosi e nel frattempo godiamoci la sfida al titolo di miglior pairing dell’anime che continua ad essere davvero molto serrata e che per ora vede Kanon/Mari e Chika/Riko perfettamente alla pari, anche se ad onor del vero nelle ultime puntate le scene migliori, contro ogni previsione, ce le hanno riservate Dia e Ruby. Certo, siamo tutti quanti consapevoli che si tratta di un pairing su cui ben difficilmente gli autori potranno mai puntare (per ovvi motivi), tuttavia sono sicuro che quelle piccole concessioni che hanno fatto siano state già più che sufficienti per infiammare la fervida fantasia dei fan.

Two Car – Episodi 1-4 – Voto: 5,5. Faccio subito una premessa. Il mio giudizio su Two Car non è condizionato dalla questione legata a Yuri e Megumi e alla conseguente gestione dell’elemento yuri, di cui parlerò approfonditamente più avanti. Anche senza tutte le difficoltà generate dal fatto di dover guardare un anime di cui si odiano le protagoniste principali penso che Two Car avrebbe raggiunto al massimo una sufficienza risicata. Il motivo è presto spiegato e consiste nel fatto che questa volta “lo strano mix” non funziona. Dal punto di vista puramente tecnico quest’anime è indubbiamente di ottimo livello, in particolare per quanto riguarda l’elemento sportivo, che è stato sviluppato in modo preciso e realistico dando un’immagine molto accurata di come funzionano le corse di sidecar. Se provate a guardare un video su Youtube vi rendete immediatamente conto che tutte le informazioni relative agli stili di guida, al ruolo dei due membri dell’equipaggio, all’impostazione del veicolo in pista corrispondono totalmente alla realtà. Perfino i rumori dei motori che sentiamo durante le corse sono stati presi da gare vere, così come è altrettanto vero che sull’Isola di Man si corre annualmente una delle gare motoristiche su strada più importanti al mondo, il famoso TT che, tra le varie categorie, prevede effettivamente anche quella fra sidecar. Proprio per via di questo realismo a mio parere sarebbe stato dunque più opportuno, almeno per una volta, evitare di lasciarsi tentare dall’elemento moe e optare per un cast dalle caratteristiche più mature inserendo dei personaggi un po’ più verosimili.

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Per carità, le varie coppie di ragazze, ad eccezione di Yuri e Megumi, possono anche risultare molto gradevoli da vedere e prese come elemento a sé sono sicuramente valide. La coppia sadomaso, le due principesse, le due “simil Haruka/Michiru” (e ancora dobbiamo scoprire le altre) danno vita ad un cast variopinto e a tratti anche abbastanza originale, ma nel momento in cui si devono mettere insieme i due elementi principali dell’anime la sensazione che si ha è quella di una bella occasione sprecata. Non si capisce infatti perchè da almeno vent’anni a questa parte non sia possibile assistere ad un bell’anime sportivo femminile che prenda davvero sul serio questa sua componente, portandola avanti di pari passo con quegli altri elementi fondamentali legati allo sviluppo dei personaggi e dei rapporti interpersonali. Credo, ma non vorrei sbagliarmi, che gli ultimi ad averlo fatto siano stati gli anime sulla pallavolo realizzati a cavallo tra gli anni ‘80 e ‘90. Qualche anno fa ci andò molto vicino Sekai de Ichiban Tsuyoku Naritai!, opera ambientato nel mondo del wrestling femminile, ma la sua qualità non eccelsa gli impedì di lasciare il segno. C’è stato poi Keijo, è vero, ma a parte il fatto che dal punto di vista commerciale fu comunque un flop, lo “sport” da lui trattato è una pura invenzione di fantasia e pertanto non fa testo. E così, mentre gli anime sportivi dedicati alla controparte maschile legati a calcio, basket, pallavolo, ciclismo (e chi più ne ha più metta) diventano delle super-hit capaci di conquistare decine di migliaia di appassionati, i vari show femminili dedicati al ping pong o al ciclismo sono finiti rapidamente nel dimenticatoio senza lasciare alcuna traccia. La stessa sorte che verosimilmente toccherà anche a Two Car.

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Ritengo inoltre che la trovata di dare vita ad una coppia di protagoniste principali divise da una profonda inimicizia per il fatto di essere innamorate dello stesso uomo si stia rivelando come una delle scelte più controproducenti possibili per questo show. E non è tanto la presenza della componente etero a dare fastidio (anche se a noi sicuramente non può fare piacere) quanto proprio il fatto che il loro rapporto di estremo antagonismo, che sfocia in continue liti ed isterismi, stia finendo per renderle tremendamente sgradevoli, esattamente come le loro interazioni, che hanno ormai superato il limite della sopportabilità. Negli ultimi episodi sono arrivato al punto che quando Yuri e Megumi iniziano a discutere (cosa che avviene almeno un paio di volte a puntata) mi ritrovo a mettere in muto l’audio del mio PC nell’attesa che finiscano, in parte per salvaguardare le mie orecchie, ma in parte anche perché di tutto ciò che riguarda loro due non me ne frega assolutamente nulla. Per assurdo le due ragazze funzionano molto meglio quando devono ricoprire il ruolo di pacieri, aiutando le altre coppie di ragazze a superare eventuali incomprensioni e dissidi. Il loro intervento è stato infatti fondamentale per cementare l’unione tra le due componenti del Team Suzuka (quanto avrei voluto che fossero loro le protagoniste di Two Car!!) e con ogni probabilità si apprestano ora a fare lo stesso tra la coppia sadomaso. Ho usato la parola “coppia” non a caso, poiché (tolte Yuri e Megumi) la sensazione che abbiamo avuto fino ad ora è che tutti gli altri equipaggi di Two Car siano coppie più o meno esplicite, con grosse probabilità che il cast si riveli full-lez ad eccezione dei due main character. Una situazione che dunque giustifica ampiamente la visione di questo show spalancandogli le porte all’ inserimento nella categoria degli Anime ad Elemento Yuri Secondario Importante. Certo, se poi avvenisse anche l’improbabilissima redenzione di Yuuri e Megumi allora si aprirebbe uno scenario totalmente nuovo. Il mio suggerimento tuttavia è di non contarci troppo e di godervi come sto facendo io tutti gli altri pairing, che ci hanno già regalato non poche soddisfazioni.

Si conclude così questa rubrica di novembre dedicata all’apertura della stagione autunnale, un’edizione sicuramente pregna di contenuti e di spunti di discussione a dispetto di un numero di opere piuttosto contenuto e di una presenza dell’elemento yuri tutto sommato abbastanza scarna rispetto al più recente passato, sebbene ci sia il meraviglioso Konohana Kitan a tenere alta, anzi altissima, la nostra bandiera!

Appuntamento a dicembre dunque, per un nuovo punto della situazione nel quale inizieremo a parlare anche di Yuuki Yuuna, o meglio, di Sumi Washio, lo show che in questi giorni ci sta letteralmente sconvolgendo a più riprese. Se volete conoscerne i motivi non vi resta che farvi trovare pronti qui fra un mesetto circa. A presto e come sempre…

Stay Hungry, Stay Yuri!

NOTA: Il presente articolo è stato pubblicato in data 4 agosto sul Crystal Lily, nella nostra rubrica dedicata alle Novità Yuri 2017. Per commenti e opinioni ti invitiamo a raggiungerci nel nostro forum!

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Cari amici e care amiche del Crystal Lily, mentre scorrono ancora negli occhi le immagini della fantastica stagione estiva che si avvia a concludersi in questi giorni la nostra mente inizia a proiettarsi già al futuro e all’imminente trimestre autunnale. Quest’ultimo si presenta alle nostre porte con un discreto carico di anime dal buon potenziale e di conseguenza con la prospettiva che anche nei prossimi mesi avremo parecchio di cui parlare. Andiamo dunque a scoprire quali sono queste opere che ci terranno compagnia in questa nostra rubrica e nel nostro forum durante la stagione conclusiva del 2017.

Anime Stagione Autunnale 2017

Konohana Kitan

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Data di inizio: 4 ottobre

La punta di diamante della nostra stagione autunnale, nonché uno degli show più attesi dell’intero 2017, è Konohana Kitan, adattamento animato dell’omonimo manga di Sakuya Amano, nato sulle pagine di Yuri Hime S e proseguito poi su Comic Birz dopo la chiusura del primo. Il nome Yuri Hime rappresenta già una garanzia assoluta per tutti noi, sebbene vada precisato che rispetto ad altre opere più recenti nate dallo storico magazine yuri Konohana Kitan rientra nella categoria delle opere appartenenti al genere yuri subtext, in quanto non vi sono approcci di natura fisica fra le protagoniste. E’ chiaro però che si tratta di quel subtext che non lascia spazio ad alcun margine di interpretazione e che di conseguenza può essere tranquillamente considerato come yuri esplicito.

Per chi ancora non lo conoscesse, Konohana Kitan è uno slice of life ambientato in un onsen al confine tra due mondi e narra le vicende quotidiane del gruppo di kitsune (ragazze volpe) che lavorano al suo interno, con un particolare occhio di riguardo ai rapporti di natura romantica che si instaurano fra di loro. Uno show all’insegna della dolcezza e del sentimento puro, ma che non mancherà sicuramente di regalare anche tanti momenti divertenti. Se desiderate approfondire ulteriormente l’argomento, così da farvi trovare pronti per quando inizierà, potete farlo attraverso i nostri topic dedicati rispettivamente al manga e all’anime. Lì troverete tutto, ma davvero tutto, quello che c’è da sapere su storia, ambientazione, personaggi e quant’altro!

Love Live! Sunshine!! 2nd Season

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Data di inizio: 7 ottobre

Un altro show che sicuramente non ha bisogno di alcuna presentazione. Un ritorno attesissimo, non solo da noi ma da tutto il mondo degli appassionati di anime. Dopo lo straordinario successo della prima stagione, capace di bissare quello del suo predecessore Love Live! School Idol Project, le Aqours! riprendono finalmente la loro scalata al Love Live!, la competizione fra idol più famosa nell’intera storia degli anime. Il loro compito non sarà sicuramente facile, e non mi riferisco solo alle vicende intrinseche dell’opera ma anche al confronto sempre accesso nella mente e nel cuore dei fan tra loro e le U’s, che seppero dare vita ad una seconda stagione indimenticabile, entrata di diritto nella leggenda. Personalmente continuo a ritenere arduo che si possa riuscire a replicare integralmente quello che a conti fatti fu un autentico miracolo, tuttavia in questi mesi le Aqours! (fra concerti, tour promozionali e quant’altro) hanno fatto un percorso di crescita tale da essere ormai uscite, almeno credo, dall’ombra di Honoka e compagne, dimostrando di essere ampiamente in grado di raccoglierne la pesante eredità, sia dal punto di vista musicale, sia da quello dell’affetto pubblico. Ed è proprio per questo che ora, dopo una prima stagione passata prudentemente sotto l’ala protettiva delle U’s, mi aspetto non solo di vederle camminare finalmente sulle loro gambe, ma anche che siano state sgravate da quel grosso macigno che pesava su di loro. Il momento di spiccare il volo dunque è arrivato, vediamo di che pasta sono fatte queste ragazze e quali emozioni saranno in grado di regalarci in questa seconda serie di Love Live! Sunshine!!, sebbene sia già perfettamente convinto che comunque vada sarà un trionfo.

Yuuki Yuuna wa Yuusha de Aru: Yuusha no Shou

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Data di inizio: 7 ottobre

Un’altra nostra vecchia conoscenza che torna a farci visita. La prima stagione di Yuuki Yuuna wa Yuusha de Aru venne classificata sotto la voce “occasioni sprecate”, sia per quanto riguardava l’aspetto narrativo che per quanto concerne l’elemento yuri. Uno show dal grande potenziale che poteva avere un impatto ben maggiore sul piano emotivo ma che tuttavia proprio sul più bello sembrò mancare un po’ di coraggio, mostrandosi a conti fatti un’opera molto meno matura rispetto alla prima impressione che aveva destato. Tra l’altro erano anni in cui riecheggiavano ancora forti nelle nostre menti le immagini di Puella Magi Madoka Magica e per un bel periodo di tempo dunque il confronto fra quello show e tutti gli altri majokko finiva spesso e volentieri per risultare impietoso, soprattutto ogni volta che gli autori sceglievano di giocarsi la carta sicura del “lieto fino ad ogni costo”, anche se questo significava andare contro ogni logica. Nonostante le mie (e nostre) perplessità l’accoglienza del pubblico giapponese verso quest’anime è stata ottima, e il successo conseguito ha spalancato le porte a questa seconda stagione, che sarà per metà prequel (episodi 1-6) e per metà sequel (7-12). Vediamo dunque se saranno stati fatti dei progressi. Personalmente sono convinto che le varie plot-armor rimarranno invariate e dunque il pathos, come sempre avviene in questi casi, sarà un po’ quel che sarà. Discorso diverso invece per quanto riguarda l’elemento yuri, in merito al quale si erano già intraviste delle cose interessanti durante la prima serie; peccato solo che non fossero state approfondite a sufficienza. Sotto quel punto di vista però il salto di qualità definitivo rimane ampiamente alla portata, pertanto incrociamo le dita.

Two Car

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Data di inizio: 8 ottobre

Recentemente il connubio ragazze-due ruote si è dimostrato un trend molto in voga. Negli ultimi mesi infatti abbiamo assistito a parecchi show dedicati a ragazze su cicli e motocicli, sebbene con fortune alterne. Questa volta le ruote diventano tre, visto che Two Car segue le vicende di due ragazze impegnate in gare femminili di sidecar. Le protagoniste sono infatti Yuri Miyata e Megumi Meguro, due studentesse delle superiori residenti nell’isola di Miyake, situata ai confini dell’area metropolitana di Tokyo. La dolce e femminile Yuri è il pilota, mentre l’atletica e mascolina Megumi ricopre il ruolo di passeggero. Nonostante i loro caratteri diametralmente opposti le due ragazze riescono a dare vita ad un team davvero affiatato e in grado di tenere testa ai numerosi equipaggi che di volta in volta si ritrovano a sfidare.

Veniamo ora alle nostre aspettative: come ogni anime originale è piuttosto difficile fare delle previsioni, e penso che molto dipenderà dalla misura in cui bilanceranno la componente prettamente sportiva con elementi di altra natura. Mi aspetto però che venga prestata particolare attenzione al discorso dell’affinità fra le due protagoniste, poiché il rapporto di fiducia che si instaura fra pilota e passeggero è un elemento fondamentale durante le gare di sidecar e di conseguenza, visto e considerato che negli anime si tende spesso ad enfatizzare oltremodo questi elementi, mi viene spontaneo pensare che il tutto possa svilupparsi in una direzione a noi congeniale. Altri due elementi che mi fanno ben sperare sono l’immenso cast femminile (nel quale potrebbero dunque trovare spazio altre coppie secondarie) e il fatto che il regista dell’anime, Masafumi Tamura, alla sua seconda esperienza in questo ruolo dopo Ange Vierge, ha una carriera trascorsa a lavorare quasi esclusivamente su opere yuri o comunque a sfondo prettamente femminile.

Shoujo Shuumatsu Ryokou

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Data di inizio: 6 ottobre

Adattamento animato dell’omonimo manga, Shoujo Shuumatsu Ryokou segue le vicende di due ragazze, Chito e Yuuri, le uniche sopravvissute ad un apocalisse. A bordo della loro Kettenkrad (una sorta di motoretta cingolata) le due protagoniste viaggiano tra le rovine del mondo alla ricerca del necessario per sopravvivere. In un mondo dove non esistono più futuro né speranze le uniche cose che danno a Chito e Yuuri la forza di proseguire in questo viaggio nel nulla sono il legame che le unisce e la presenza reciproca dell’altra persona. Basandomi sulle impressioni di chi ha letto il manga mi pare di aver capito che nonostante lo scenario post-apocalittico non dobbiamo attenderci un anime estremamente cupo o deprimente quanto piuttosto un “cute girls doing cute things” dalle atmosfere molto rilassate. Per quanto riguarda la componente yuri va un po’ a libera interpretazione. Il rapporto tra Chito e Yuuri non viene dipinto sotto una luce romantica in senso stretto, però è chiaro che se si prendono due persone che condividono un legame molto forte e le si pone al centro di un mondo dove esistono solo loro allora viene quantomeno naturale vederle sotto una certa ottica. Molto poi dipenderà dal modo in cui decideranno di portare in scena questo loro rapporto nella versione animata. Personalmente sono molto incuriosito da questo show, anche perché lo vedo come una sfida molto difficile: uno slice of life con due soli personaggi ambientato in un mondo deserto? Buona fortuna! Una piccola curiosità: il setting su cui è stata realizzata quest’opera è quello che era stato concepito originariamente per Sora no Woto, e che poi venne scartato nel momento in cui gli fu preferito quello che tutti conosciamo. Come vedete però le idee non si buttano mai via!

Urahara

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Data di inizio: 4 ottobre

In un futuro molto distante quasi tutte le più grandi città della Terra sono state ridotte in macerie da creature provenienti da un altro pianeta. Uno dei pochi baluardi a essere sopravvissuto è il distretto Harajuku di Tokyo che per questo diventa il prossimo obbiettivo degli alieni. Solo un trio di ragazze appassionate di shopping (n.d.r ricordo che il distretto di Harajuku è realmente famoso per essere considerato il punto di riferimento della moda giovanile a Tokyo) potranno salvarlo dalla distruzione. La presenza di un trio di protagoniste (nel quale generalmente si tende a non privilegiare una coppia a svantaggio della terza protagonista), l’idea di base alquanto demenziale e il livello delle animazioni non certo eccellente visto nel trailer (tipico dei prodotti a basso budget) non mi lasciano intravedere grandissime speranze per Urahara. Sappiamo bene però che una chance non la si nega mai a nessuno e pertanto proviamo a dargli comunque un’occhiata nella speranza che possa ribaltare queste mie impressioni iniziali non proprio positive.

E Urahara è anche l’ultima opera che includiamo nel nostro radar in questa fase iniziale del trimestre autunnale, anche se sappiamo bene che molte cose possono poi cambiare in corso d’opera. La nuova stagione si presenta ai blocchi di partenza con tre certezze e almeno un paio buone scommesse, una situazione che ci fa davvero ben sperare e guardare ai prossimi tre mesi con rinnovato ottimismo. Prima però di gettarci a capofitto nella’ultima stagione del’anno, che ci proietterà poi verso gennaio con la sua serie di avvenimenti importantissimi (su tutti il tanto atteso Citrus), rimane ancora da piazzare il tassello conclusivo della stagione estiva che, come già ben saprete se siete dei frequentatori abituali del nostro forum, è stata davvero ricchissima di soddisfazioni. Appuntamento qui fra qualche giorno dunque per il suo bilancio conclusivo, che vi consiglio caldamente di non perdere! Fino ad allora, come sempre…

“Stay Hungry, Stay Yuri”

NOTA: Articolo pubblicato in data 26 settembre 2017 sul Crystal Lily nella nostra rubrica dedicata alle Novità Yuri 2017. Per commenti e opinioni vi invitiamo a raggiungerci nel nostro forum!

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